Recensione a cura di Dario Brunetti
Spiriti nella notte è un progetto affascinante e ambizioso dello scrittore, cantautore e autore napoletano Valerio Bruner edito Homo Scrivens.
Un viaggio letterario sulle orme di Bruce Springsteen narrato attraverso una raccolta di 25 racconti ispirati alle sue canzoni e impreziosita da suggestive illustrazioni dello stesso autore.
La favola di uno sconosciuto cantante di una band di provincia che diventa un artista di fama internazionale.
Dalle origini alla consacrazione del mito di un uomo che sin da piccolo con il suo carattere sensibile e introverso sarebbe diventato un grande sognatore.
Un sogno che si è realizzato attraverso mille sacrifici che la sua famiglia ha dovuto affrontare, il giovane Bruce ricorda quando sua madre gli regalò la sua prima chitarra per il suo compleanno una Fender acquistata al banco dei pegni.
Bruner affronta anche il suo rapporto conflittuale con suo padre Doug, conducente d’autobus, noto per avere un carattere complesso che ha influenzato la vita e la carriera dell’artista.
Ma quel risentimento nei confronti del padre e quel disperato desiderio di accettazione, Bruce l’ha tradotto in musica.
Nonostante l’anaffettività e solo qualche istante prima della sua morte, Bruce si sentirà dire per l’unica volta “Ti voglio bene”.
Emozioni che ti segnano, ma con il passare del tempo e lo scorrere degli anni lo stesso Springsteen è riuscito costantemente a mettersi in gioco grazie al suo grande carisma che lo porterà a diventare per tutti “Il Boss”.
Springsteen non ha rappresentato solo ed esclusivamente “il sogno americano” come narra Bruner ma ha denunciato l’ipocrisia e il fallimento di chi è stato abbandonato e lasciato solo raccontando l’altra parte dell’America, quella inesplorata e che forse conosciamo poco.
Gli emarginati e i cosiddetti ultimi della società proprio come il personaggio di Tom Joad dello scrittore John Steinbeck in cui Springsteen dedicherà nel 1995 il suo album e brano dal titolo The ghost of Tom Joad.
Spiriti nella notte (mi soffermo solo sul primo) brano tratto dal primo album del 1973 Greetings from Asbury Park racconta di scorribande notturne di un gruppo di amici durante una festa di compleanno e di spiriti che si aggirano intorno. Una canzone che coniuga sesso, amicizia e misticismo.
Bruner ci fa rivivere alla sua maniera la carriera del Boss attraverso ben 25 racconti e con dei personaggi di fantasia esplorando le zone d’ombra che risiedono nell’animo umano.
Un progetto letterario di rara bellezza nel segno della sua autenticità.
Per rendere omaggio a questa preziosa opera, lasciatevi trasportare dall’ascolto di Spirit in the night.
