Genere:
Quel che la marea nasconde
Judith Pombo, facoltosa imprenditrice e presidente del più esclusivo tennis club di Santander, viene ritrovata morta nella cabina della goletta di proprietà del circolo, quando a bordo sta per svolgersi una cena di gala. È stata pugnalata al cuore, ma la cabina era chiusa dall’interno, non c’era nessuno oltre al cadavere e dell’arma del delitto non v’è traccia… Così alla tenente della Guardia Civil Valentina Redondo tocca affrontare il caso più complicato della sua carriera proprio mentre cerca di recuperare un equilibrio e un senso nella vita privata, segnata da un recente dramma. Lei e la sua variegata squadra si immergeranno nei più torbidi segreti dell’alta società, imparando a conoscere la vittima, donna potente e prepotente, e gli invitati presenti a bordo nella sera fatale: ognuno di loro potrebbe credere, a torto o a ragione, di avere qualcosa da guadagnare dalla morte di Judith.
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Diciamo subito che quando mi trovo tra le mani un libro con ‘strilli’ come “… la nuova regina del crime”, inevitabilmente l’asticella delle aspettative un pochino si alza. A lettura conclusa posso tranquillamente affermare che, la grande considerazione che ha la stampa spagnola nei confronti di María Oruña, è stata data a ragion veduta!

Senza voler gridare al miracolo, questo romanzo con protagonista il tenente della sezione investigativa della Guardia Civil Valentina Redondo, è un ottimo esempio di giallo con ‘delitto della camera chiusa’ e arrivo a dire che non ha niente da invidiare ai classici del genere!

Andando subito ‘sul pezzo’, lo stratagemma strettamente legato al delitto è ingegnoso e mi ha lasciato piacevolmente sorpreso anche perché trovo che non sia affatto facile, in particolare in questo sottogenere di giallo, riuscire a trovare qualche soluzione credibile e interessante, che possa soddisfare lettori smaliziati.

In virtù del fatto che questo ‘Quel che la marea nasconde’ è il primo libro tradotto in italiano di una serie, ma il quarto uscito in Spagna con la stessa protagonista, ho apprezzato molto come l’autrice sia riuscita a scrivere questa indagine in modo tale che il lettore non si senta come un pesce fuor d’acqua nei confronti delle vicende legate a Valentina. Nei primi capitoli è necessario prendere per buone certe situazioni relative al passato della Redondo e sicuramente narrate nei tre libri precedenti, ma a mano a mano che si procede nella lettura, tutto diventa chiaro ed è descritto in modo molto naturale e ben integrato nella vicenda.

Altro pregio assoluto è la costruzione della psicologia dei personaggi, tutti, nessuno escluso. Valentina, Oliver, l’amore della sua vita, e tutto il team a supporto della protagonista, per non parlare dei vari personaggi coinvolti nell’indagine, sono descritti in modo tale che il lettore è come se li conoscesse da sempre! L’empatia è immediata!

Da appassionato di tennis ho apprezzato molto il lavoro di ricerca fatto dall’autrice sull’argomento che, in questo romanzo, ha una certa rilevanza; se è vero che le ricerche fatte sono state abbastanza semplici da realizzare (parole dell’autrice stessa che si è appoggiata alla Federazione di tennis Spagnola), è anche vero che la precisione delle informazioni ha aumentato il mio coinvolgimento in uno scenario già di per sé molto interessante e intrigante.

La lettura scorre in modo molto scorrevole sia per lo stile di scrittura che per lo svolgimento dell’azione e in un paio di giorni il libro è bello e concluso e lascia piacevolmente soddisfatti. Personalmente sono molto curioso di leggere anche le avventure precedenti anche perché María Oruña ha affermato di scrivere generi diversi per ogni suo romanzo.

Non mi resta che fare i complimenti alla scrittrice spagnola e all’editore Ponte alle Grazie per aver portato in italia questa bravissima autrice! I complimenti vanno anche ai curatori della veste grafica del libro che secondo me ha un’estetica semplice ma di gran classe.

Alla prossima!

 

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