Recensione a cura di Rino Casazza
In un panorama politico bloccato e incentrato sulla contrapposizione destra/sinistra, rievocare la figura di Piero Gobetti offre spunti che possono risultare fecondi. Il libro di Giovanni Capurso Prodigiosa giovinezza. Biografia politica di Piero Gobetti si caratterizza per non riprendere, o almeno non riprendere solo, il mito di un martire dell’antifascismo, proponendo un’ampia e dettagliata panoramica sul pensiero di Gobetti. L’intellettuale piemontese non sembra aver vissuto soltanto, purtroppo. 25 anni. La sua attività pubblicistica è imponente e ad essa si aggiungono le iniziative in campo editoriale, sia come fondatore e direttore di significative riviste di avanguardia (Energie Nove e Rivoluzione liberale) che come editore di libri di saggistica e letteratura (spicca a questo proposito la prima edizione del capolavoro montaliano Ossi di seppia). Ma Gobetti ha trovato anche il tempo di confrontarsi alla pari, dialetticamente, con tutti gli esponenti politici antifascisti della sua epoca, e basti citare Antonio Gramsci e Gaetano Salvemini. L’attività politica di Gobetti non si è limitata al dibattito teorico ma è stata anche militante, con intervento attivo nelle iniziative politiche contro il fascismo. Ciò gli ha guadagnato l’avversione fascista, tradottasi in una persecuzione sollecitata direttamente da Mussolini, che lo ha portato alla morte precoce.
Ma questo, come dicevamo, attiene al risvolto eccezionale ed eroico della figura di Gobetti, ben conosciuto e meritevole di essere rinfrescato.
La biografia di Capurso, non a caso definita “politica”, ci permette di focalizzare l’attenzione sul contenuto dell’elaborazione intellettuale di Gobetti. Ne esce una sorpresa: Gobetti portava avanti idee originali e visionarie, particolarmente quella di una “rivoluzione liberale”, basata su una concezione del liberalismo aperta verso le istanze del socialismo e con un occhio di riguardo alla sua base popolare: il proletariato operaio. L’obiettivo di questo straordinario pensatore e organizzatore culturale era mobilitare tutte le energie nuove oppositrici del disegno mussoliniano non solo per combattere il fascismo ma per dar vita ad un rinnovamento profondo della società e delle istituzioni.
Nessun dubbio che la morte prematura di Gobetti abbia tolto tanto al nostro paese. L’aggettivo “prodigiosa” per la sua giovinezza, rimasta senza maturità è pienamente giustificato.


