Onesto
Un romanzo intenso e poetico che ci insegna a lasciare andare per riscoprire la vita con occhi nuovi. Guido, detto Cognac, abita in un casello dismesso della vecchia ferrovia adagiata tra i boschi del Cadore insieme a Moglie, la sua gatta. È anziano e non possiede più nulla se non una cartelletta piena di lettere indirizzate alle cime delle montagne. Sono pagine scritte a mano da un uomo che si firma con il nome di Onesto e racconta la sua vita con il fratello gemello Santo, l’incontro con Celeste, la guerra, la morte e l’amore. Sembrano storie semplici, di persone che accettano il destino senza porsi domande, aggrappate alla vita come i larici ai pendii più scoscesi. E invece rivelano vicende straordinarie: un rapimento, un figlio ritrovato, una bomba nella notte, un segreto pieno di vergogna e un amore inconfessabile e travolgente.
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Dalla sapiente penna di Francesco Vidotto nasce un nuovo romanzo intenso ed emozionante.

Lo scrittore, non nuovo ad imprese narrative di un certo spessore, narra in questo libro la storia di un uomo che si firma semplicemente con il nome di Onesto e scrive lettere “alle montagne”.

Ambientata tra i boschi del Cadore, la narrazione scorre cristallina come i ruscelli di montagna e trascina tra quelle cime, i pendii erbosi, le rocce aguzze, le vallate aperte a nuovi orizzonti.

I due gemelli, Onesto e Santo, separati da bambini. vivono entrambi una vita semplice, e accettano il destino con consapevolezza, senza opporvisi, la vita che accelera, porta dolore, violenza, brutalità, ma anche la forza assoluta del vero amore, che sopravvive sempre e comunque ad ogni cosa.

La loro storia viene narrata in terza persona, da Guido Contin, personaggio caratterizzante che imprime con le sue parole, riportate dallo stesso Vidotto, una personalità unica, pur nella semplicità del linguaggio usato Alla fine sono lettere, di questo si tratta, tenute assieme in una cartellina. Ma quelle lettere raccontano esistenze, emozioni, tragedie.

Onesto scriveva dunque alle montagne, «Metteva insieme una lettera, la imbustava, la indirizzava a una cima e la spediva. E il postino diventava matto perché non sapeva che farci, con quella corrispondenza». A quelle montagne raccontava alla fine la sua vita, perché non aveva forse il coraggio di raccontarla ad altri, la separazione dal fratello Santo, l’amore indissolubile per Celeste, eterno, immenso, a cui dedica un biglietto lasciato e trovato su una cima che dice: «Le mie montagne sei tu» E da questo biglietto nasce un equivoco che deciderà le vite di tutti.

Il romanzo si alterna tra fantasia e realtà, ritratti di personaggi di montagna, cime, vallate e verdi e folti boschi, porta con sé, di sfuggita, anche qualcuno dei personaggi dei libri precedenti dello scrittore: Oceano e Sirio.

Il lettore si immerge nell’intensità della narrazione di Vidotto, che ha scelto lui stesso di vivere fra quelle montagne, lasciando una promettente carriera da manager a Treviso. Le parole dello scrittore trascinano, accarezzano, incuriosiscono e sono pregne di quella dolcezza verso luoghi e persone che solo chi ha vissuto in tali posti può possedere. Con Onesto ha creato una storia struggente e commovente che porta fino alle lacrime. Almeno, così a me è successo.

Il finale è sorprendente, altrimenti sarebbe fin troppo scontato, cosa che Vidotto non ama proporre ai suoi lettori. Il segreto si svela solo nelle ultime pagine.

Non ci resta che prenderlo in mano questo bellissimo libro, e leggerlo.

Onesto entrerà sicuramente nel cuore di tanti di noi!

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