Quello che più colpisce di questo secondo romanzo di Palma Lavecchia è la sua capacità di umanizzare i personaggi, di come sia riuscita ad alternare delicatezza e ferocia, debolezza e forza.
La forza è dell’amore nel senso più ampio del termine, quella che spinge l’essere umano ad andare oltre i suoi limiti, ad affrontare le vicende più disparate e a trovare la via d’uscita.
I protagonisti di questo romanzo vivono, dal loro punto di vista emotivo o professionale, problematiche della vita di tutti i giorni. Ciò fornisce una visione poliedrica, un inquadramento del problema visto da prospettive differenti. Si evidenziano così diverse sfaccettature che lasciano molti punti interrogativi e spunti di riflessione.
Tecnicamente l’Autrice costruisce il suo romanzo basandosi sull’alternaza dell’io narrativo in modo da da alternare l’angolo visivo sulla storia.
Ne risulta una lettura efficace ed avvincente, trainata dalla curiosità di scoprire l’esito degli eventi narrati ma soprattutto lo stato d’animo dei suoi protagonisti.
Dal mio punto di vista, Palma Lavecchia si sta specializzando sulle emozioni e su ciò che queste sanno far scaturire.
Complimenti e… alla prossima!

