Aprendo le pagine dell’ultimo scritto di Carlo Romeo sentiamo già il profumo della brezza marina, vediamo il colore cangiante dell’acqua, sentiamo la sabbia e facciamo attenzione agli scogli. Il mare si fa subito protagonista e non si nasconde.
Iniziando con la presentazione del Presidente della Lega Navale Italiana e l’introduzione del Direttore Editoriale della rivista “Lega Navale”, si apprende che la lettura sarà tecnica, professionale, e mai lasciata al caso. Si ha il presentimento di avere tra le mani un manuale nautico, forse per pochi utenti, solo per appassionati, ma sono proprio gli stessi ad anticipare che Romeo ci racconta il mondo dei natanti, del mare e di tutto ciò che ruota attorno, con amore, ironia e precisione.
Continuando nelle pagine scritte dall’autore, possiamo immergerci in un mondo proposto e visto come irraggiungibile, che ruota intorno a personaggi particolari, a figure con un portafoglio ben calibrato o a quelli che “in mare ci sono nati e cresciuti” e il contrario di tutto ciò.
Romeo ti racconta dal primo secondo in cui nasce l’idea di comprare un natante, dalla barchetta al panfilo, alla messa in acqua… se ci si riesce! Da quel primo momento all’ultimo, esiste una moltitudine di cose da fare, documentazioni da procurare, persone da contattare e prove da superare. Nei capitoli si incontrano dei personaggi buoni e cattivi come nei più classici romanzi l’eroe e l’antagonista, i personaggi secondari che spesso sono più di intralcio che d’aiuto, una lunga storia che si snoda con colpi di scena, finte soluzioni e il nostro eroe costretto, anche diverse volte, a dover ricominciare d’accapo tutto il percorso per arrivare alla conquista della principessa: il natante, che è sempre donna.
Nei racconti di questo lungo percorso a ostacoli, il nostro protagonista compone tanti pensieri positivi, che vengono spesso distrutti, altre volte smontati per arrivare a un pensiero diversamente positivo, finché non trova la strada giusta e finalmente, effettua l’acquisto tanto agognato.
I capitoli, rigorosamente in ordine di passaggi temporali e documentali, scorrono in modo semplice e veloce, perché anche nel dubbio più drammatico tra una scelta e una disfatta, il nostro autore semplifica il concetto aggiungendo ironia e quotidianità. No, non lo fa sembrare impossibile, ma ti svela tutti i pro e i contro di voler “andar per mare”, con le differenze con cui ci si può scontrare tra il sogno e il mettere in acqua un natante.
La conclusione affidata alla storica penna di Andrea Camilleri è una dolcezza per l’autore, le barche, il mare e per tutti coloro che, almeno una volta nella vita, hanno sognato di essere il capitano Achab.
Una sola domanda ci resta alla fine della lettura, quanti di voi dopo il sogno, hanno accettato la sfida?
