Lo speziale di Steinbrueck
«Nobilhomo, mia signora, vi riverisco. Permettetemi di presentarmi: sono Gottlob Kramer, mercante di passaggio». Friuli, 1738. Dopo aver girovagato per l’Europa come mercante di chincaglierie e rimedi prodigiosi, l’audace quanto sfrontato Gottlob Kramer si ritrova vicino al paese d’origine, Orgnasso, un grumo di case abbarbicato tra i monti. Sulle rive del Meduna, un fiume modesto che diventa imponente solo se gonfiato dalle piogge, si imbatte in una scena raccapricciante: il cadavere di una donna è riverso a terra, con le sottane alzate, il cranio scuoiato e nel pugno una strana pietra. Se all’inizio tutto fa pensare a un annegamento accidentale, presto gli indizi condurranno Gottlob, aiutato dall’ingenuo figlio della vittima, a una scoperta ben più macabra e pericolosa. Mentre il mercante cerca di risolvere l’enigma, il passato si riversa sul presente e i fantasmi della sua giovinezza tornano a tormentarlo, riportandolo a un tempo in cui, ancora ragazzo, si destreggiava come apprendista nella spezieria della città di Steinbrueck. Nel suo mirabolante romanzo d’esordio, Matteo Mantoani dà vita a un personaggio dalla mente acuta e dalla lingua tagliente, incapace di accettare un torto e pronto a svelare l’inganno più sordido. Un libro sontuoso, che unisce l’accurata ricostruzione storica alle intriganti dinamiche di un mystery.
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mdifelice
Penna Esordiente
Marianna Di Felice
Salve a tutti mi chiamo Marianna Di Felice ed ho una passione per la lettura da sempre! Ho dovuto accantonare un po’ la lettura durante gli anni universitari, ma dopo la laurea in Scienze Politiche ho ripreso a pieno ritmo, recensendo e scrivendo articoli su argomenti letterari. Oltre alla lettura sono appassionata di fotografia, montagna, arte e handmade. Ho ereditato la passione per la lettura e anche per la scrittura da mio nonno materno che adorava leggere e scrivere testi dialettali. Grazie a lui ho iniziato a leggere testi dello scrittore Niccolò Machiavelli e del poeta Giacomo Leopardi che ad oggi sono i miei autori classici, italiani, preferiti. Ho intrapreso la via del giallo grazie ai libri della bravissima Agatha Christie. I miei generi preferiti sono il giallo, il thriller, il romanzo storico e il fantasy (genere decisamente sottovalutato rispetto agli altri, ma che vanta autori molto bravi e romanzi interessanti e non sto parlando di Harry Potter). A parer mio un libro per essere interessante non deve avere un finale scontato, anche se il lettore spera sempre che il suo personaggio preferito non faccia una brutta fine; deve avere una scrittura travolgente e non per forza piena di vocaboli altisonanti; deve avere delle descrizioni precise tanto da creare un film nella testa del lettore e non deve essere il solito trito che rimescola libri precedenti o prende fin troppi spunti da altri libri e che non genera forme nella mente, perché un vero lettore potrebbe perdere l’interesse. In un mondo editoriale poco attento spero sempre di trovare altri autori validi oltre quelli già acclarati, per questo motivo spero sempre di leggere tanti libri che possano attirare la mia attenzione e anche quella di altri lettori attraverso le recensioni!

Recensione a cura di Marianna Di Felice

Un autore al suo primo romanzo per di più laureato in fisica nucleare che riesce a trascinare, senza sforzi, il lettore all’interno del suo romanzo storico capitolo dopo capitolo! Sembra incredibile, ma è ciò che accade con Lo speziale di Steinbrueck. È ciò che accade leggendo il suo protagonista, Iacum in arte Gottlob, un bambino poco fortunato che vive in un paese del Friuli, in un villaggio dove l’unico ricco era il Conte. Villaggio che sembrava troppo vero per non andare a cercarlo in un motore di ricerca, ma l’autore ha inventato il luogo, forse intersecando la regione di origine con la storia creata. Ogni capitolo ha un suo titolo e riporta una sua data, fondamentale visto che l’autore sviluppa la storia tra presente e passato, mantenendo un filo costante che non si interrompe mai e che, in modo continuativo e senza scossoni, conduce il lettore nella vita del protagonista. Vita decisamente sfortunata, povera anche se ricca grazie all’amicizia che ha con Sandro e Marietta. Una vita difficile per le continue vessazioni, per i continui capricci di Orazio, il figlio del Conte che tratta male chiunque in modo costante e senza freni. L’arroganza del ricco nei confronti del povero che può esser letta come tracotanza data dal titolo nobiliare o come una conseguenza di quel titolo attraverso il quale, di solito, non si riescono ad avere amici genuini come tra gente comune. Anche se, tra la gente comune, esiste lo stesso quella boria di essere superiori ad altri; esiste l’invidia che riduce una persona tranquilla a vendersi come Maddalena a causa dell’isolamento creato attorno alla sua persona. L’autore pagina dopo pagina aumenta la curiosità del lettore insieme alla voglia di scoprire il colpevole del brutale assassinio senza mai stancarlo. Sono troppi gli argomenti nuovi che di volta in volta vengono sciorinati sotto gli occhi di chi legge per poterlo annoiare. I continui passaggi dal presente al passato, mantenendo sempre una scrittura lineare, inoltre accompagnano ad un desiderio di conoscere più particolari via via sempre più famelico.
La storia di Iacum, del villaggio, della sua vita lontano da esso, del suo diventare adulto è illustrata da descrizioni vivide grazie alle quali il lettore può immaginare i posti, il rumore dell’acqua del fiume, le persone e i loro crucci e gli accadimenti.  Questo libro contiene anche una morale quando Orazio fa presente a Iacum che “aveva rinunciato a tutto per i soldi ed era rimasto comunque povero”, si capirà il perché leggendo il libro.  Di solito non ho simpatia per i libri scritti in prima persona, ma questo mi ha fatto ricredere. Scrivendo in prima persona si arriva prima al cuore di Iacum e alle sue emozioni! Non nego di essermi commossa alla fine del libro, quindi posso solo aggiungere buona lettura!

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