Genere:
L’artista del coltello – Irvine Welsh
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Trama

Jim Francis… No, no. Ripartiamo daccapo. Begbie è tornato. Dopo essersi ripulito, aver espiato, essere migrato in California, aver messo su famiglia, aver imparato a controllare le esplosioni di rabbia distruttiva. Dopo essere, in sostanza, sopravvissuto a se stesso e ai suoi perdenti compari di un tempo, riecco tra noi l’unico della brigata lontano dai problemi di droga, perché a lui bastava la dipendenza assoluta dalla violenza più brutale e animale. É qui, è lui, ma non sembra una brutta notizia. Perché ora è un artista e per di più affermato: squarcia e mutila e vende busti in creta di personaggi famosi. Fa alla creta quel che un tempo avrebbe fatto alla carne. E gli appassionati di arte lo premiano. Insomma, Begbie è cambiato. Da Edimburgo arriva però la notizia che uno dei suoi figli appartenenti al passato, errori ingombranti di gioventù, è stato ucciso. Ma Begbie è cambiato e a Edimburgo si reca solo per sbrigare in fretta il funerale e poter tornare al nuovo presente. Alla moglie ha promesso che non combinerà nulla di male, durante la trasferta scozzese. Perché Begbie è cambiato. Forse.

Recensione a cura di Iuri Toffanin

Il lupo perde il pelo, ma non il vizio. Niente da fare, il buon Irvine Welsh deve, di tanto in tanto, tornare a misurarsi con quella incredibile galleria di umani ritratti che generò, ventitrè anni fa, con l’epocale Trainspotting. E meno male, aggiungo io. Perché la penna di Welsh è tra le più vivide e felici in circolazione e, combinata a quei caratteri che il cinema ha contribuito a eternare, produce ogni volta una miscela tanto esplosiva quanto vincente. Stavolta è Begbie a giocare da solista (quel Begbie che avrà sempre i tratti taglienti e allucinati di uno strepitoso Robert Carlyle) e Welsh gli dedica tutta la premura che si riserva a un figlio prediletto, dando il la ad una storia più lineare che mai, schietta e precisa, di quelle che vanno dritte al punto. Ovvio: brutale e cinica e violenta come sempre, ma totalmente privata, per una volta, di quelle sottotracce visionarie e psichedeliche che sono uno degl’inconfondibili marchi depositati della ditta. Lo stile è sempre lo stesso, unico e travolgente, ma stavolta si va presto al sodo e, dalla prima all’ultima pagina, il lettore non può fare altro che domandarsi se anche Begbie sia un lupo di quelli che perdono il pelo, ma non il vizio. Eppure il lettore che segue Welsh la risposta la conosce già. Semplicemente perché chi segue Welsh quella risposta la possiede da sempre.

 Dettagli

  •  AUTORE: Irvine Welsh
  • TITOLO: L’artista del coltello
  • EDITORE: Guanda
  • COLLANA: Narratori della fenice
  • ANNO: 2016
  • PAGINE: 285
  • FORMATO: brossura
  • ISBN: 978-88-235-1485-0

 

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