L’altro ispettore. Invisibili
Nella notte, davanti al Pronto Soccorso di Lucca, un uomo viene lasciato agonizzante e muore poco dopo. Per Domenico Dodaro, ispettore del lavoro, non è una semplice fatalità. Dietro quella morte intravede subito il volto nascosto di un incidente di cantiere coperto in fretta, cancellato per evitare responsabilità e conseguenze. Ma ogni pista si spegne contro silenzi, documenti incompleti e testimonianze che non coincidono. Mentre cerca di ricostruire le ultime ore della vittima, Dodaro viene coinvolto in un secondo caso. A Viareggio, durante l’allestimento di una mostra a Villa Paolina, un uomo perde la vita in quello che sembra un tragico incidente. Anche qui, però, qualcosa non torna. Le due indagini si muovono in ambienti opposti: da una parte il mondo invisibile dei cantieri e del lavoro nero, dall’altra quello elegante e rispettabile dell’arte e della cultura. Eppure Dodaro riconosce la stessa dinamica: responsabilità che si dissolvono, procedure formalmente perfette, ma lo stesso isolamento di chi muore mentre lavora. Forse le due morti non sono collegate, forse lo sono solo nel suo sguardo. Ma è in quella zona grigia che il suo lavoro diventa una scelta personale. E più l’indagine avanza, più Dodaro comprende che il suo compito non è soltanto scoprire la verità. È capire perché, ogni volta che qualcuno muore lavorando, il sistema trovi sempre un modo per voltarsi dall’altra parte.
Hai letto anche tu il libro? Lasciaci un commento…

Pasquale Sgro ha assegnato un compito fondamentale, soprattutto in questo periodo storico, al nuovo protagonista dei suoi romanzi (Domenico Dodaro), quello di ispettore del lavoro. Colui che quando si verifica un crimine o un incidente in un ambiente di lavoro indaga per accertarne i fatti ed arrestare gli eventuali colpevoli di omissioni o negligenze. Invisibili è il titolo del secondo romanzo di questa serie. Dodaro è un ispettore scrupoloso e attento e con alcune peculiarità, una su tutte quella che come mezzo di trasporto usa la bicicletta. Recentemente è rimasto vedovo e ha una figlia che non sempre riesce a seguire come vorrebbe a causa del suo lavoro. Da poco è stato trasferito all’ispettorato di Lucca. In questo frangente è alle prese con due casi distinti. Nel primo caso un uomo viene trovato ferito all’esterno di un ospedale. Subito non è chiaro cosa possa essere successo. Le indagini poi appureranno che potrebbe essere caduto da un’impalcatura. Quali sono stati i motivi per cui è piombato a terra da un ponteggio? Perché proprio lui? Nella seconda indagine deve scoprire cosa nasconde la morte di un uomo intento ad allestire una mostra che a breve si sarebbe dovuta tenere a Villa Paolina a Viareggio. Sembrerebbe un delitto maturato nel campo delle opere d’arte. La bramosia di denaro e il disprezzo della vita umana sono gli unici motivi che accomunano i due eventi.
Dodaro è un ispettore che fa dell’intuito e dell’analisi approfondita i suoi punti di forza. Procede con calma e con logica per capire le motivazioni, e quindi gli autori, dei delitti. Pasquale Sgró ha costruito un personaggio che trasmette empatia che non aggredisce, che non ha superpoteri ma che ragiona e che sa come coinvolgere i suoi fidati collaboratori. La sua penna costruisce storie molto accattivanti che raccontano una realtà ancora poco esplorata. Storie amare con indagini che, se anche assicurano i colpevoli alla giustizia, lasciano il poco piacevole retrogusto della sconfitta perché spesso portano alla luce situazioni di grave sfruttamento e sottomissione. Un romanzo la cui lettura mi ha permesso di conoscere un autore che non avevo ancora affrontato e che mi ha messo di fronte ad una storia scritta bene, interessante e scorrevole, che si legge con grande passione e partecipazione.

Dello Stesso Genere...
Noir
gcampaner
Il kamikaze di cellophane

Recensione a cura di Gino Campaner (ginodeilibri) “Quanto alla memoria, se dio ci avesse davvero amati come dicono, ci avrebbe creati senza. Nessuno si è

Leggi Tutto »

Lascia un commento