La Psicologa
Una comunità esclusiva ed elusiva. Una morte del passato. Una donna determinata a conoscere la verità. Una casa in una di quelle strade chiuse dove tutti si conoscono e le facciate sono così curate da sembrare uscite da una rivista di architettura. Alice ancora non ci crede di essere riuscita ad acquistarla a un prezzo tanto vantaggioso. Ed è solo dopo essersi trasferita che scopre il perché: la precedente proprietaria è stata uccisa due anni fa, proprio in quella casa. Dapprima turbata da quella rivelazione, a poco a poco Alice inizia a interessarsi sempre di più alla storia della donna, una psicologa sua coetanea, e non perde occasione di chiedere informazioni ai vicini. Con suo grande sconcerto, però, tutte le persone che fino a quel momento l’avevano accolta con calore e gentilezza si chiudono in un silenzio ostinato. Quasi che quella vicenda fosse una ferita ancora aperta. Come se ciò non bastasse, Alice comincia a notare delle stranezze – finestre aperte che era sicura di aver chiuso, oggetti spostati di pochi centimetri – e in lei si fa sempre più forte la sensazione di essere osservata. E si rende conto che c’è qualcosa di oscuro nascosto tra le pieghe di quella comunità apparentemente perfetta e che frugare nei segreti degli altri potrebbe rivelarsi fatale… Doveva essere un sogno, invece si è trasformato in un incubo…
Un thriller che non corre: si insinua.

L’inizio di una nuova vita riserva sempre alcune difficoltà previste. Quelle impreviste, invece, non hanno nome, né faccia, finché non ci si trova a fissarle con sgomento.

Per Alice, lasciare Harlestone non è semplice: un luogo che le appartiene, la accoglie, la conforta. L’amore verso Leo, però, la mette davanti a un bivio quando lui le paventa la possibilità di acquistare una casa in un esclusivo quartiere londinese. Il prezzo è un’occasione e lei non può fare altro che accettare.  Il Circle, inoltre, si presenta come un’oasi protetta dal caos della città, quasi sospesa nella sua quiete ordinata. Sarà il posto giusto, ne è sicura. Ma, come spesso accade, ciò che appare perfetto alla fine non lo è. Anzi, proprio in una illusoria linearità si possono insinuare pericoli subdoli, difficili da smascherare. Ci si ritrova inermi e smarriti.

Dopo il trasloco, i vicini si mostrano cordiali, anche se non del tutto trasparenti; dietro i loro sorrisi si avverte una tensione difficile da definire. Alice allora organizza un aperitivo con l’intento di farsi conoscere. Vuole essere accolta e desidera sentirsi parte di quel gruppo così affiatato. Stavolta decide da sola, contro il parere di Leo, che le suggerisce di aspettare. L’incontro, tutto sommato, va bene. Solo un particolare la lascia turbata: un ospite di cui nessuno sembra conoscere l’identità. Da questo episodio in avanti, il romanzo accelera con naturalezza. Un segreto mal celato viene alla luce, investendola e lasciandola tramortita. L’atmosfera cambia colore e le tonalità chiare lasciano spazio a sfumature che tendono sempre di più al nero. Niente è come sembrava e ogni certezza vacilla.

La forza del libro sta nel ritmo: costante, mai frenetico, e calibrato con precisione. B. A. Paris privilegia la tensione psicologica rispetto all’azione. Non utilizza colpi di scena gratuiti, ma lavora sull’instabilità emotiva della protagonista, trascinando il lettore in un progressivo crescendo di dubbi. Il confronto con il passato diventa inevitabile e contribuisce ad alimentare l’incertezza che permea l’intera vicenda. L’autrice costruisce l’atmosfera attraverso piccoli dettagli che incrinano via via l’equilibrio. La lettura risulta fluida e coinvolgente. I capitoli brevi e il punto di vista focalizzato su Alice favoriscono l’immedesimazione e rendono difficile mettere il libro da parte.

 La psicologa è un thriller domestico efficace: non rivoluziona il genere, ma lo interpreta con competenza, offrendo una storia solida e coinvolgente che mantiene alta l’attenzione fino all’ultima pagina.

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