L’inizio di una nuova vita riserva sempre alcune difficoltà previste. Quelle impreviste, invece, non hanno nome, né faccia, finché non ci si trova a fissarle con sgomento.
Per Alice, lasciare Harlestone non è semplice: un luogo che le appartiene, la accoglie, la conforta. L’amore verso Leo, però, la mette davanti a un bivio quando lui le paventa la possibilità di acquistare una casa in un esclusivo quartiere londinese. Il prezzo è un’occasione e lei non può fare altro che accettare. Il Circle, inoltre, si presenta come un’oasi protetta dal caos della città, quasi sospesa nella sua quiete ordinata. Sarà il posto giusto, ne è sicura. Ma, come spesso accade, ciò che appare perfetto alla fine non lo è. Anzi, proprio in una illusoria linearità si possono insinuare pericoli subdoli, difficili da smascherare. Ci si ritrova inermi e smarriti.
Dopo il trasloco, i vicini si mostrano cordiali, anche se non del tutto trasparenti; dietro i loro sorrisi si avverte una tensione difficile da definire. Alice allora organizza un aperitivo con l’intento di farsi conoscere. Vuole essere accolta e desidera sentirsi parte di quel gruppo così affiatato. Stavolta decide da sola, contro il parere di Leo, che le suggerisce di aspettare. L’incontro, tutto sommato, va bene. Solo un particolare la lascia turbata: un ospite di cui nessuno sembra conoscere l’identità. Da questo episodio in avanti, il romanzo accelera con naturalezza. Un segreto mal celato viene alla luce, investendola e lasciandola tramortita. L’atmosfera cambia colore e le tonalità chiare lasciano spazio a sfumature che tendono sempre di più al nero. Niente è come sembrava e ogni certezza vacilla.
La forza del libro sta nel ritmo: costante, mai frenetico, e calibrato con precisione. B. A. Paris privilegia la tensione psicologica rispetto all’azione. Non utilizza colpi di scena gratuiti, ma lavora sull’instabilità emotiva della protagonista, trascinando il lettore in un progressivo crescendo di dubbi. Il confronto con il passato diventa inevitabile e contribuisce ad alimentare l’incertezza che permea l’intera vicenda. L’autrice costruisce l’atmosfera attraverso piccoli dettagli che incrinano via via l’equilibrio. La lettura risulta fluida e coinvolgente. I capitoli brevi e il punto di vista focalizzato su Alice favoriscono l’immedesimazione e rendono difficile mettere il libro da parte.
La psicologa è un thriller domestico efficace: non rivoluziona il genere, ma lo interpreta con competenza, offrendo una storia solida e coinvolgente che mantiene alta l’attenzione fino all’ultima pagina.

