Nessun dipartimento è davvero di basso profilo, neppure quello apparentemente tranquillo di Catalina Island, quando il detective Stilwell, mandatovi in punizione per ragioni politiche, è al lavoro.
L’autore dell’appassionante “La prova” rende vivo sulla carta un suo nuovo detective, ed è l’infaticabile e ribelle Stilwell, proveniente da Los Angeles, sezione omicidi, in esilio mal digerito.
Stilwell, nonostante sia ostacolato da un ex collega che nutre rancore nei suoi confronti, si ritrova ad indagare in contemporanea su due casi: una giovane donna annegata, restituita dal mare, riconoscibile inizialmente solo da una ciocca di capelli viola, e la mutilazione di un animale, un caso di bracconaggio in una riserva protetta.
L’ambientazione nell’isola di Catalina risulta particolarmente affascinante ed originale, mettendo un contrasto i suoi paesaggi idilliaci e bucolici con una brutalità ben nascosta sotto al tappeto delle apparenze.
Il detective Stilwell, pur non avendone la stessa complessità, come il celeberrimo personaggio di Bosch, è un solitario, un emarginato ossessionato dal traguardo: la verità. Pur di scovarla non guarda in faccia niente, leggi, divieti, giurisdizioni. Non sono in molti a condividere il suo percorso, anzi, alla fine sarà l’unico a perseguire il suo scopo, abbandonato da tutti. Il detective ha molti nemici, non solo il colpevole. L’uomo è circondato: loschi affari politici, interessi superiori, colleghi invidiosi e rabbiosi che cercano di mettergli i bastoni fra le ruote.
Stilwell parte come un fallito (cacciato dalla sezione omicidi), non supportato da nessuno nella sua ricerca, fino a quando non avrà il suo riscatto.
Leggere Connelly è un po’ come guardare un film, o una serie poliziesca: il suo stile è asciutto ed essenziale, fatto di avvenimenti ed immagini, ed ha un ritmo serrato e costante. Questo tipo di scrittura può risultare particolarmente confortevole per gli amanti del genere, perché non presenta mai sorprese o deragliamenti improvvisi, ed è un po’ come andare a cena nel proprio ristorante preferito: sai già quel che troverai, ma i pasti sono sempre ottimi e ben cucinati.
“La prova”, oltre che essere già una sceneggiatura cinematografica bell’e pronta (anche se da sfoltire) è un libro accessibile a tutti la cui unica pecca è forse un po’ di prevedibilità.

