Romanzo d’esordio per la scrittrice Naomi Williams, cresciuta nello Yorkshire, ora vive a Londra con la sua famiglia. Ha studiato Letteratura inglese all’Università e ha iniziato la sua carriera insegnando inglese e teatro, prima di dedicarsi completamente alla scrittura. Questo thriller si basa essenzialmente sul confronto tra due donne Emma e Laura, entrambe psicologhe, con sottofondo un centro di detenzione psichiatrico claustrofobico e desolato, dal nome Heaton Place, reparto 9.
Probabilmente in seguito a un evento drammatico e delittuoso la mente di Laura si è inceppata, i ricordi seppelliti in una parte oscura del cervello. Cosa è avvenuto davvero alla donna? E’ una vittima, oppure testimone di un crimine efferato……o forse è proprio lei l’assassina?
La trama alterna sapientemente le sedute terapeutiche a flashback, analessi che svelano dettagli al lettore, che a un certo punto intuisce quale sia la verità. Laura richiede che del suo caso si occupi proprio Emma, che lo accetta, rimanendo confinata nel grigio centro psichiatrico. Ha solo sei giorni per riuscire a riportare alla luce i ricordi della donna.
Il soggiorno però assume ben presto aspetti inquietanti, Emma si sente cadere in una spirale di follia e disagio. Non dorme bene e anche il cibo, ahimè, è piuttosto insipido.
Laura ha molte cose in comune con lei, come è possibile?
La scrittura cambia marcia, se inizialmente appare pacata e corre su binari sicuri, accelera confondendo il lettore, l’atmosfera asfissiante permea dalle pagine e il lettore percepisce il caldo soffocante delle stanze chiuse da chiavi magnetiche in possesso di un personale sempre più inquietante.
Emma si sente impotente senza il suo cellulare, sensazione che ognuno di noi può comprendere fin troppo bene.
Dai racconti di Laura emerge un rapporto con il compagno Daniel malsano ….forse si è trattata di legittima difesa? Come scappare da un rapporto tossico che toglie la libertà giorno dopo giorno? Quante donne sono vittime di uomini violenti, rapporti che portano a un epilogo fatto di sangue che non si è riusciti a evitare….
Ma qui parliamo di due psicologhe preparate che dovrebbero saper riconoscere se l’uomo di cui si sono innamorate mette in campo comportamenti manipolatori….o no? Emma è diventata psicologa con la specializzazione in vittime di violenza proprio perché non era riuscita a salvare la sorella Sarah, caduta in questa terribile spirale. Quanti sensi di colpa per non averla salvata. Per fortuna lei ha trovato in Connor un porto sicuro, suo marito è quanto di meglio si possa desiderare. Forse. E ora davanti a Laura, chiuse in quella stanzetta opprimente, il pericolo di immedesimarsi e di identificarsi, è molto forte.
Il romanzo si legge con interesse e non annoia, i personaggi sono ben caratterizzati, i dialoghi credibili, il lettore a un certo punto crede di aver capito tutto….. ma si troverà davanti a un sconcertante finale che stupirà il lettore, rivelando una realtà spiazzante.


