La luce del primo mattino
Oliviero, l’uomo nero. Così lo chiamavano i suoi figli dai nomi strani: Lando, dodici anni, ed Ermelina, che a quattordici era già a servizio in una famiglia in città, lontana dai boschi della Lunigiana. In quella zona appartata dell’Appennino che scivola dolcemente verso il mare, Oliviero faceva due mestieri, il falegname e il carbonaio. Un giorno Oliviero muore, e Andina, sua moglie, si trova improvvisamente a dover far fronte alle necessità. Ha sentito dire che nei borghi vicini ci sono alcuni paesani che per arrotondare le magrissime entrate riempiono le gerle di pietre, adatte ad affilare le falci, e soprattutto di libri usati, che pesano meno e destano più curiosità. Arrivata l’estate, madre e figlio partono per la pianura con il loro carico sulle spalle e provano a vendere quella merce per loro inusuale nelle sagre e nelle fiere agricole. All’inizio Andina è malvista, derisa, osteggiata. Le cose però sembrano migliorare dopo l’incontro con Stella, madre di sei figli e anche lei ambulante per necessità. Le due donne formeranno un profondo sodalizio e insieme andranno a Genova, dove, al riparo di un portico affacciato sul molo, e grazie a una bancarella improvvisata, esporranno i loro libri al pubblico, incuriosito da quella novità. In questo modo, avvieranno un’impresa destinata a durare, nonostante le difficoltà di un periodo storico denso di avvenimenti. Franco Faggiani torna in libreria con un romanzo dedicato ai primi bancarellai della Lunigiana che diedero vita a un commercio importante e a un premio letterario che è tuttora uno dei più prestigiosi d’Italia. L’autore, facendo suoi testimonianze e ricordi raccolti negli anni, ha costruito una storia commovente di resistenza e di amicizia sull’arte di vendere i libri e sul sapersi adattare ai cambiamenti
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felix77
Penna Leggendaria
Dario Brunetti
Vivo a Palese frazione di Bari e lavoro in un’importante società di assicurazioni, occupandomi del ramo sinistri Collaboro da più di quattro anni per tre blog letterari Giallo e cucina, Un libro di emozioni e la gilda dei lettori, scrivendo recensioni e intervistando autori. Da agosto del 2021 ho condiviso un progetto letterario con undici autrici italiane che si sono contraddistinte nel corso degli anni nel panorama letterario Si tratta di un’antologia di racconti dal titolo Noir in abito da sera uscito per la Damster edizioni di Bologna. Da curatore dell’antologia ho dato ampio spazio alle autrici di decidere quali vesti far ricoprire la figura della donna cercando di darle maggiore risalto nel bene o nel male: da commissario di polizia o investigatrice, vittima o carnefice. Con la Damster edizioni nelle persone di Katia Brentani e Massimo Casarini abbiamo deciso di devolvere parte del ricavato alla Sos Violenza contro le donne di Bologna. L’antologia è stata presentata nel suo giorno di uscita nel Maggio 2022 nell’evento Giallo Festival, dove hanno partecipato con me quattro autrici dell’antologia e ha presenziato la presidente dell’associazione violenza contro le donne di Bologna nella persona di Francesca Chiaravallotti che insieme a Valentina Ferri ne ha curato la prefazione. L’altra prefazione è stata curata da me con l’introduzione dell’antologia. Nel settembre del 2023 è uscita sempre per la Damster è la mia seconda antologia di racconti condivisa con diciotto autori/trici emiliani dal titolo Sound Crime della quale sono curatore; ho scritto una delle due prefazioni, la seconda è a cura del bassista Massimo Ghiacci dei Modena City Ramblers.

Recensione a cura di Dario Brunetti

Bisogna maneggiare storie vere per poterne raccontare altre, ed è un po’ quel che accade nei romanzi del giornalista e scrittore Franco Faggiani. Nella sua nuova opera La luce del primo mattino (Fazi editore), ci riporta a una realtà storica ben documentata riguardante le avventure dei librai ambulanti della Lunigiana.

Prima di diventare librai erano contadini, pastori, artigiani e boscaioli che. molto spesso, non sapevano nemmeno leggere.

I protagonisti di questa incredibile storia sono Aldina, rimasta vedova del falegname e carbonaio Oliviero e i suoi figli Lando ed Ermellina.

Dopo la dolorosa scomparsa del marito, Aldina si trova costretta ad attingere a tutte le proprie forze per cercare di risollevare le sorti della sua famiglia. Il suo sguardo si proietta verso un nuovo orizzonte che non è solo geografico, ma un viaggio fisico che la condurrà lontano dal contesto rurale in cui è sempre vissuta.

Boschi, mulattiere e sentieri saranno solo lontani ricordi per Aldina e Lando che andranno sempre più incontro a un mondo nuovo. Il distacco si concretizza dal momento esatto in cui lasciano per sempre la terra che per generazioni la famiglia ha coltivato, recidendo quel legame intimo con i ricordi di Oliviero per trasformarsi in viandanti.

Da quel momento, la strada diventa la loro nuova casa e la vita, una pagina bianca sulla quale riscrivere il loro destino.

Il sacrificio e la fatica del lungo viaggio saranno il prezzo da pagare per scacciare una miseria che incombeva sui protagonisti. Ma se il raccolto della terra è avaro, quello della strada porta i suoi frutti: i libri si trasformeranno in nutrimento della conoscenza.

Aldina e Lando portano il peso dei volumi nella loro gerla attraversando piazze e borghi, costantemente circondati dalla curiosità dei clienti, accendendo in loro un immediato interesse verso qualcosa di percepito come prezioso.

Madre e figlio diventano così portatori sani di una cultura che acquisirà un valore inestimabile, pur non essendo inizialmente consapevoli del potere rivoluzionario del bene che si accingono a vendere. Questa fortuna non resta isolata, ma viene condivisa con la gente e potenziata dall’incontro con Stella, un’altra donna rimasta vedova con ben sei figli a carico. Aldina e Stella si ritroveranno unite nella loro missione, guidate da uno spasmodico desiderio di riscatto sociale che le spingerà ad affrontare insieme i mercati e le fiere, fino ad allestire la storica bancarella sotto i portici del molo di Genova.

Una bancarella improvvisata, che nasce dall’unione e dalla determinazione di due madri coraggiose e che non rappresenta solo il traguardo di un benessere famigliare, ma costituisce il nucleo fondativo di un fenomeno culturale unico nel nostro Paese.

Da quella prima e fortunata esperienza commerciale ligure si svilupperà, negli anni, una fitta e straordinaria rete editoriale. I venditori ambulanti della Lunigiana continueranno a viaggiare per tutta la penisola, trasformando col tempo i banchi temporanei delle piazze in librerie stabili. Questa tradizione culturale toccherà il suo apice nel 1952 con l’istituzione del Premio Bancarella di Pontremoli.

ll premio assegnato dai librai indipendenti decretò nella sua prima storica edizione Il vecchio e il mare di Ernest Hemingway.

Faggiani ha saputo fondere con precisione chirurgica la ricerca storica alla sensibilità narrativa che lo contraddistingue per la sua delicatezza nel trattare un tema di riscatto sociale affrontando anche valori morali come l’amicizia e la condivisione reciproca del dramma umano.

L’unione di due mondi solitari si trasforma in forza collettiva attraverso lo spirito di sacrificio.

Dopotutto, chi non conosce il buio della notte non potrà mai guardare verso la luce del primo mattino.

 

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