La coscienza del male
Gregorio Bajocchi è un uomo di successo: esperto di finanza, avvocato, possiede la Conventina, un’azienda agricola di oltre mille ettari adagiata sulle colline tra Po e Appennino. La tenuta appartiene alla sua famiglia da sempre ma quando Gregorio l’ha ereditata, dopo la morte prematura di entrambi i genitori, aveva solo diciassette anni. A quel tempo, erano stati i contadini, lì da generazioni, a prendersi cura della proprietà consentendo all’azienda di prosperare e a Gregorio di studiare. Ormai adulto e in grado di occuparsi della Conventina, Gregorio sposa Cora, che conosce fin da ragazzo, dopo essere stato per un periodo legato a Emma, un’esuberante ragazza tedesca dalla quale ha avuto un figlio. Un fatto importante, però, mette scompiglio nella sua esistenza: una società straniera vuole acquistare l’azienda e trasformarla in un complesso turistico di lusso. La cifra offerta è consistente, ma che ne sarebbe poi delle famiglie che hanno sempre lavorato lì e della tradizione stessa dei Bajocchi? Dopo molte esitazioni, Gregorio decide di vendere, ma un nuovo avvenimento arriva a sconvolgere la sua quotidianità e quella di Cora. Emma, colpita da una forma precoce di demenza, in uno dei rari momenti di lucidità ha espresso il desiderio di tornare alla Conventina, l’unico luogo in cui si sia mai sentita veramente felice e amata da tutti. Ecco allora l’importanza del paesaggio, la natura che consola, l’amicizia che è prima di tutto accoglienza e quel filo di vento che, a volte, basta a cambiare una vita.
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felix77
Penna Leggendaria
Dario Brunetti
Vivo a Palese frazione di Bari e lavoro in un’importante società di assicurazioni, occupandomi del ramo sinistri Collaboro da più di quattro anni per tre blog letterari Giallo e cucina, Un libro di emozioni e la gilda dei lettori, scrivendo recensioni e intervistando autori. Da agosto del 2021 ho condiviso un progetto letterario con undici autrici italiane che si sono contraddistinte nel corso degli anni nel panorama letterario Si tratta di un’antologia di racconti dal titolo Noir in abito da sera uscito per la Damster edizioni di Bologna. Da curatore dell’antologia ho dato ampio spazio alle autrici di decidere quali vesti far ricoprire la figura della donna cercando di darle maggiore risalto nel bene o nel male: da commissario di polizia o investigatrice, vittima o carnefice. Con la Damster edizioni nelle persone di Katia Brentani e Massimo Casarini abbiamo deciso di devolvere parte del ricavato alla Sos Violenza contro le donne di Bologna. L’antologia è stata presentata nel suo giorno di uscita nel Maggio 2022 nell’evento Giallo Festival, dove hanno partecipato con me quattro autrici dell’antologia e ha presenziato la presidente dell’associazione violenza contro le donne di Bologna nella persona di Francesca Chiaravallotti che insieme a Valentina Ferri ne ha curato la prefazione. L’altra prefazione è stata curata da me con l’introduzione dell’antologia. Nel settembre del 2023 è uscita sempre per la Damster è la mia seconda antologia di racconti condivisa con diciotto autori/trici emiliani dal titolo Sound Crime della quale sono curatore; ho scritto una delle due prefazioni, la seconda è a cura del bassista Massimo Ghiacci dei Modena City Ramblers.

La coscienza del male è il romanzo di esordio di Claudia Proietti uscito per Golem edizioni nel 2023.

Protagonista di questo thriller ben congegnato è il commissario di Polizia della Questura di Roma Adriano Zenotti, meglio conosciuto come Zeno, incaricato di liberare il piccolo Tommaso, imparentato con il giudice Vittorio Casagrande. Dovrà servire una corsa contro il tempo per salvare il bambino dai suoi rapitori.

Da quale punto partiranno le indagini? Si voleva colpire il giudice Casagrande e perché rapire proprio suo nipote?

Quesiti ai quali solo un uomo potrà dare delle risposte. L’individuo in questione corrisponde ad Adriano Zenotti.

Dopo aver letto il secondo romanzo di Claudia Proietti Il buio dietro le maschere, volevo addentrarmi nella conoscenza di uno dei personaggi più interessanti e originali della letteratura di genere da me scoperti in questi ultimi anni facendone il percorso inverso.

Nel romanzo di tipo seriale siamo abituati a conoscere sempre di più il personaggio principale man mano che andiamo avanti nelle storie, qui invece attraverso uno stream of consciousness, il protagonista si racconta sin dalle prime pagine del libro.

Adriano Zenotti proviene da una famiglia normale, ha una compagna ed è un ottimo commissario, ma non solo, è un freddo assassino senza scrupoli e ama definirsi un’equilibrista capace di camminare su un sottile filo d’argento. Zeno non lascia tracce ed è un invisibile e si paragona a Nessuno come fece Ulisse quando affrontò Polifemo. Nel momento in cui pianifica il suo delitto perfetto celebra la sua presenza assenza.

Claudia Proietti crea il suo personaggio ispirandosi a Zeno Cosini di Italo Svevo, anche lui vittima di quel vizio del fumo da cui non riesce a liberarsi, si rivela un uomo freddo, distaccato, un sociopatico per eccellenza, destabilizzante e sfuggente che riesce ad apparire una persona alquanto normale, pur nascondendo il suo lato oscuro.

Attraverso il suo romanzo, l’autrice offre spunti e chiavi di lettura particolarmente notevoli permettendoci di scavare nella psiche del suo protagonista.

In criminologia si ricostruisce il profilo psicologico-comportamentale del serial killer a seconda se ha subito violenze in passato soprattutto in età infantile, se è totalmente privo di valore affettivo perché è stato abbandonato dai suoi genitori o se è stato vittima di un pedofilo oppure bullizzato. I primi sintomi tendono a svilupparsi sin dall’età adolescenziale che fanno presagire in futuro un comportamento omicidiario seriale.

Ma il personaggio di questa avvincente serie non ha subito nulla di tutto questo e allora vien da chiedersi potremmo essere nella nostra società tutti dei potenziali assassini? La risposta sarebbe fin troppo complessa, una persona normale potrebbe all’improvviso arrivare a fare cose violente spinte da qualcosa che è insita dentro di lui, se la violenza è sempre esistita, la persona sceglie di esercitarla compiendo un crimine.

Ecco perché Zeno si sente un’equilibrista che cammina su un filo d’argento sottile che separa il bene dal male e quando sceglie è per sempre. Lo si ama, lo si odia, ma soprattutto lo si osserva.

Claudia Proietti si sofferma inoltre sullo sciacallaggio di tipo mediatico; molto spesso il voler a tutti costi accaparrarsi la notizia per uno scoop giornalistico va a svantaggio della cosiddetta “etica professionale” e soprattutto del soggetto interessato, vittima di speculazione per mero interesse. Sarà un po’ quel che capiterà a uno dei personaggi principali della storia, ma non vorrei svelare nulla al lettore che deve cogliere l’occasione di lasciarsi catturare dalle pagine di questo romanzo adrenalinico capace di offrire la giusta dose di suspense con un protagonista atipico che sarà in grado di offrire la giusta dose di imprevedibilità per rendersi più spiazzante che mai.

Zeno vi sta aspettando!

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