Io non voglio uscire
In queste pagine fluiscono e riecheggiano le emozioni e gli affanni di una storia vera. Raccontano il doloroso cammino che ha portato Martina a diventare Manuel e del testardo, inutile tentativo di sua madre di impedirglielo. È stato tutto dannatamente difficile. Un percorso pieno di ostacoli che sembravano insormontabili. Una guerra durata anni. La madre combatteva con armi inadeguate: impugnava la paura del futuro, il terrore del cambiamento, l’incapacità di accettare l’inevitabile. Manuel usava armi potentissime: la determinazione di chi pretende la libertà di essere se stesso, il coraggio dell’età e la consapevolezza di non avere scelta. L’inevitabile sconfitta sembrava dover essere il preludio ad una tragedia incommensurabile ma la vita ha una regia assolutamente imprevedibile. “La disforia di genere è una realtà molto più diffusa di quanto si pensi, eppure è ancora ignorata. Vorrei tanto che questo libro potesse aiutare altri ragazzi a trovare il coraggio di allinearsi alla propria identità sessuale e potesse aiutare tutti ad accettare e rispettare le diversità”.
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matesch
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Ileana Valente
Matesch è il nome d’arte di Ileana Valente. Nata a Roma, classe 1974 e cresciuta nella provincia romana, vive con un diploma di Perito per il Turismo in tasca e una mezza laurea in lingue mai terminata. Fotografa, numerologa, curatrice di testi e scrittrice. Ha collaborato con editori, blog letterari, associazioni culturali, saloni del libro e premi letterari quale giurato e organizzatore. Scrittrice per amore della scrittura, dedica buona parte del suo tempo alla lettura, alle recensioni, all’editing e alla correzione di bozze, prediligendo il genere “crime” ma con un occhio alla buona poesia e ai lavori di autori emergenti; ha assunto alcune collaborazioni editoriali e di volontariato; ha partecipato a diversi concorsi fotografici, arrivando spesso finalista e vincendo il Premio Europeo Clemente Rebora 2017; oggi si dedica alla numerologia, alla scrittura e al mondo dell’editoria a tempo pieno, partecipando attivamente a concorsi letterari ed eventi di settore. Dopo il primo romanzo di esordio auto pubblicato nel 2018, “ Il Montgomery Rosso”, romanzo di narrativa italiana che si svolge tra Roma e Gavignano nel Lazio, e Vasto in Abruzzo, nel quale viene raccontata la storia della sua famiglia, si cimenta nella seconda pubblicazione con “ Nero Buio”, nel quale racconta le psicosi delle persone ordinarie, che vivono apparentemente in tranquillità e a volte svelano, senza remore, il loro lato oscuro. Il libro viene editato successivamente da Pav Edizioni con contenuti extra e il nuovo titolo “ Ordinaria Follia” pubblicato nel marzo 2023. A settembre 2024 esce il suo terzo romanzo auto pubblicato, giallo a tinte noir, dal titolo “ Argilla” presentato per la prima volta a NeRoma Noir Festival, Roma ottobre 2024.

Una madre può sbagliare? Una madre sbaglia. In questo romanzo bisogna entrare in punta di piedi e fare una sola cosa: capire. La protagonista è Sara ma non è la sua storia, o meglio, lo è per metà. È la storia di sua figlia Martina, della sua famiglia perbene e della sua città, Napoli. Sara si ritrova costretta dal Covid a restare in casa e tutte le sue certezze iniziano a frantumarsi pian piano. Capisce fin da subito che la vita da casalinga non è poi così male e che il super lavoro può svolgerlo, con calma, anche da casa e, soprattutto, può dedicarsi a suo marito e alle sue due figlie. Sara non si accorge di nulla e vive nel suo mondo dove “va tutto maledettamente bene”, nel quale le feste, le abitudini e la vita della sua famiglia, sono scandite da ciò che tutti ritengono sia la normalità. Sara organizza, compra il vestito bello, cerca lo sport adatto alle ragazze, parla con i professori e compie tutti quei gesti che una madre fa: partorisce, cura e accompagna per tutta la vita.

Se, le sue figlie sono apparentemente solo diverse nel carattere e nelle scelte dei vestiti e delle scuole, Sara non si accorge che Martina, la sua prima figlia, vive un malessere interiore che nega per prima a se stessa. Ci metterà molto tempo a capire, con lei vive un lungo e forte scontro generazionale, dato dal rapporto genitore-figlia e dall’adolescenza di Martina. Suo marito e Roberta, la loro seconda figlia, cercano di aiutarla a stabilire un contatto con Martina, a comprenderla e ad abbracciarla, ma Sara non la capisce e Martina fa di tutto per arrivare allo scontro con sua madre.

Nel viaggio della vita dei personaggi, De Santis ci parla, attraverso la figura di Martina prima e di Manuel dopo, di disforia di genere. Anche nella vita di Sara c’è un prima e un dopo, come per sua figlia. Il prima, era la sua figlia adorata Martina, il dopo sarà suo figlio adorato Manuel. È difficile, è doloroso, è un grande lavoro psicologico per chi ti ha messo al mondo, capire e accettare, non per pregiudizio o negazione, ma perché fino a quel giorno la mamma ha cresciuto una figlia e deve entrare nella convinzione che, da un certo momento in poi, quella figlia non tornerà più, ma guadagnerà un figlio che sarà felice e sereno.

La storia è divisa tra la vita di Martina, irrequieta, iperattiva, sempre sull’orlo dei nervi, una ragazzina che si guarda allo specchio e vede un’estranea, e la vita di Manuel, le sue indecisioni, la sua voglia di provare a essere ciò che non è per sentirsi “normale” nel modo che intendono le persone intorno, e poi finalmente il suo fiorire, le sue conquiste. Manuel che nasce una seconda volta e lo farà per sempre, mostrando il suo vero volto. E allora cambierà tutto.

Quando Sara accoglie Manuel, torna il sole anche a Napoli. Perché la sua città era diventata buia e nemmeno il suo mare riusciva più a sollevarla.

In questo romanzo, possiamo leggere il punto di vista di una madre, non pronta ad affrontare il cambiamento della figlia, una madre che sarà quell’abbraccio che Manuel aspettava da sempre. La disforia di genere non è un tema semplice da trattare e se ne dovrebbe parlare molto di più, soprattutto nelle scuole per informare i ragazzi attraverso storie vere, con le parole dei genitori e dei protagonisti, ragazze o ragazze che siano.

La De Santis ne parla in maniera molto dolce anche se, negli scontri madre-figlia è tutto estremamente duro. In ogni situazione, i rapporti sono ben descritti e per fortuna c’è sempre una nonna che tiene le redini della famiglia, che sistema e ama i nipoti, indipendentemente da quale nome si vogliano dare.

Una madre può sbagliare? Una madre sbaglia ma quando ripara al suo sbaglio, esce l’arcobaleno.

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