Ho letto questo libro tanti anni fa, appena uscito. No, il film non l’ho visto perché per principio i film prodotti dai libri non li guardo mai. Adesso ho voluto rileggerlo e l’ho trovato estremamente attuale.
L’autore mette davanti allo specchio tanti aspetti. Si parte dalla famiglia del Mulino Bianco, con due genitori rispettabilissimi, la casa, la macchina, il lavoro stabile, un benessere tranquillo in una città tranquilla, con i vicini tranquilli e la monotonia tranquilla. Un solo figlio, Jacob, maschio e adolescente, che tra alti e bassi porta a casa buoni risultati scolastici e nello sport. Ma cosa succede se proprio tuo figlio viene accusato di omicidio?
I rapporti familiari subiscono un terremoto di magnitudo devastante. Possono accadere due cose: i genitori che hanno due diversi modi di credere e i genitori che hanno lo stesso modo di credere. Da questo concetto parte una nuova vita per tutti i membri della famiglia. Ma quando i genitori credono entrambi la stessa cosa, si ritrovano di nuovo difronte a una scelta: aiutare il figlio, o essere contro il figlio. In ogni caso, le opinioni creano una spaccatura insanabile.
Che tu sia genitore o no, Landay ti fa riflettere sul potere del dubbio: un quattordicenne può essere colpevole? Chi sono i nostri ragazzi fuori di casa? E fino a che punto un genitore può difenderlo? La risposta che troviamo è che sì, un quattordicenne può commettere un omicidio e purtroppo ne abbiamo diversi esempi quasi ogni giorno; i ragazzi fuori casa sono un’altra persona, rispetto a come si comportano nell’ambito familiare e un genitore che crede nell’innocenza del proprio figlio, farà l’impossibile per difenderlo fino alla fine dei suoi giorni.
Questo libro dovrebbe essere un thriller, ma non lo è, o almeno lo è solo in parte. È un romanzo psicologico, di riflessione e che tocca tanti argomenti delicati e duri allo stesso tempo. Ogni pagina viene riempita di emozioni e descrizioni in modo dettagliato, calmo e lineare, per poi catapultarti nell’angoscia, l’attesa, nel dubbio. E Jacob? Jacob è solo di contorno, silenzioso, solitario e tranquillo. Estremamente tranquillo. Troppo.
Fino alle ultime pagine, il cui finale non è per nulla scontato, ci sarà un genitore che starà dalla parte del ragazzo senza se e senza ma, come nella realtà ci sono tanti genitori per i quali i figli sono gli angeli discesi dal cielo con le ali e l’aureola in testa.
E, credetemi, non ci può essere nulla di più sbagliato.
