Fermina Cañaveras, laureata in Geografia e Storia presso la Uned, è una storica ricercatrice che ha incentrato il suo lavoro sul tema delle donne e della loro repressione durante i conflitti del XX secolo. L’autrice dedica questo suo primo lavoro a tutte quelle che in un modo o nell’altro fanno la rivoluzione, quelle di ieri, quelle di oggi e quelle che verranno. Questo romanzo ne raccoglie i “resti” che sono state dimenticati dalla Grande Storia, quella raccontata nei manuali per intenderci.
Le donne rappresentate in questo lavoro hanno perso in realtà ben tre guerre: la guerra civile spagnola, la seconda guerra mondiale e quella della Memoria. Ignorare ciò che è accaduto realmente nel campo di Ravensbürck significa negare il passato.
Il lavoro di ricerca trasuda da ogni pagina, le vite e le esperienze parlano direttamente a ogni lettore, trascinandolo nell’Inferno. Donne vittime di violenze fisiche e mentali, oppresse da una follia collettiva senza uguali.
La trama si snoda su due parallele temporali. María è una giovane giornalista che sta attraversando un periodo buio. Il lavoro, nonostante gli ambiziosi progetti, è divenuto ormai piatto e senza idee. Sentimentalmente le cose non vanno meglio, la compagna Carla non tollera più il suo carattere scontroso e la passione per l’alcool.
Il punto di svolta si avrà con la dipartita della cara nonna Sole. Dopo il funerale la ragazza si trasferisce nella casa di lei e ne recupera i ricordi del passato. Sotto il pavimento María trova diversi documenti e viene colpita da una foto che mostra una donna con il volto celato. La sconosciuta con le mani scarne e sciupate tiene aperta la scollatura che mostra un tatuaggio…FELD-HURE”. María ha già incontrato quella donna, e nonostante la madre non sia d’accordo, si mette alla ricerca di Isidora Ramírez García, la quale nasconde segreti di famiglia.
Cosa significano quelle parole? Un vocabolario svela il significato…..Con il termine Feld Hure venivano indicate le prostitute del campo di concentramento, donne obbligate a prestare il loro corpo al servizio del Terzo Reich.
La protagonista non ha più tempo per bere, qui c’è una storia da scoprire e da scrivere, con l’aiuto dell’amata Carla, esperta di simbologia e propaganda nazista. Con l’intervista a Isidora e la ricerca di documenti viene ricostruita una pagina di storia devastante, che è giusto conoscere.
Il libro si legge bene, le protagoniste sono ben delineate e colpiscono al cuore. Il lettore rimane raggelato da quanto hanno dovuto sopportare queste donne, un orrore perpetrato senza alcuna coscienza. Trovare la morte diventa la via d’uscita, ma chi decide di provare a sopravvivere lo fa pagando un prezzo altissimo.
A livello personale la lettura mi ha colpito moltissimo, ho sentito le urla e le voci di queste donne che ci trasmettono un messaggio importante. Noi tutti dobbiamo fare in modo che quanto sia accaduto non si ripeta mai più, perché il male è come un cancro che si propaga nella mente e nel cuore della gente, e questo può accadere anche ai giorni nostri. Quando si perdono di vista obiettivi come pace, rispetto e fraternità, il rischio di perdere tutta la nostra umanità non è così remoto e lontano. Consigliato, anche come libro di lettura nelle scuole.

