Il principe della nebbia
1943: il vento della guerra soffia impetuoso sull’Europa quando il padre di Max Carver decide di lasciare la città e di trasferire la sua famiglia in una villetta sulla costa spagnola. Ma appena arrivati, cominciano a succedere strani eventi: Max scopre un giardino pieno di statue terrificanti, le sue sorelle iniziano a fare sogni strani e inquietanti, all’improvviso compare una scatola piena di vecchi film che sembrano aprire una finestra sul passato. E poi, perché l’orologio della stazione va all’indietro, come se stesse facendo un conto alla rovescia? Ma più ancora minacciose e sinistre sono le voci che riguardano i precedenti proprietari della villa, e i racconti che accompagnano la misteriosa scomparsa di loro figlio. Mentre indaga in compagnia del suoi nuovi amici Roland e Alicia, Max viene a conoscenza della terrificante storia del Principe della Nebbia, un’ombra luciferina che emerge nel cuore della notte per scomparire con le prime nebbie dell’alba… Una storia che affonda le radici nel passato e che continua a lasciare una scia di sangue, dolore e sofferenza.
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Finalmente, con questo ultimo capitolo (che in realtà è il primo), si chiude la saga delle edizioni delle puntate precedenti della carriera letteraria di Zafon. A parte la trovata commerciale, credo che chiunque sia partito dall'”Ombra del vento” per tornare indietro, si sia accorto di una “involuzione” legata alla cronologia sotto ogni punto di vista (o vedendola così come è avvenuta una bella evoluzione). Il romanzo scritto per l’infanzia (così come scritto sul libro “L’ombra del vento”) secondo me non si adatta a quella fascia di età e in età adultà è veramente poca roba. Si intravedono le caratteristiche del bravo scrittore, con delle buone potenzialità ma questo è tutto. Ci sono altri modi più costruttivi per spendere 15 euro. Se proprio non potete farne a meno, aspettate l’edizione economica. Peccato.

Votazione : 2/5

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