Il palazzo delle ombre
Il cadavere di un ragazzo orrendamente seviziato viene rinvenuto sulle scalinate della chiesa di Santa Maria della Vita a Bologna. Questo è solo l’inizio di un incubo. Il sangue di martiri innocenti comincia a scorrere sempre più copioso in un crescendo di diabolica follia. Il giornalista investigativo Paul Cialdini decide di vederci chiaro e inizia così un’indagine che lo catapulterà in un dedalo di simbologie cristiane tra ricerche in polverose biblioteche e a ritroso nei secoli. Dai Flagellanti, all’Arciconfraternita di Santa Maria della Morte e a una loro magione: il Palazzo della Morte. E infine alla Madre dei dimenticati, un antro sprofondato nel ventre del centro storico della città, dove per secoli sono stati nascosti i condannati a morte dal tribunale ecclesiastico, ora teatro di efferati delitti.
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Recensione a cura di Dario Brunetti

Il palazzo delle ombre è il nuovo romanzo dello scrittore Roberto Carboni uscito per Newton Compton editori ed è il secondo episodio della trilogia dedicata al suo personaggio, il giornalista investigativo Paul Cialdini.

C’è un uomo vestito di nero che si confonde con il colore della notte e sparisce indisturbato; pochi minuti dopo, un netturbino rinviene sulla scalinata di Santa Maria Teresa della Vita, il cadavere di un ragazzo orribilmente torturato.

Sembra di essere di fronte a un dipinto del Caravaggio, come “il martirio di San Matteo” o forse molto di più perché la drammaticità e l’orrore si è già consumato e chi ritrova la vittima, non può fare a meno di soffermarsi sulla sua espressione agonizzante che gli resterà impressa nella mente per tutta la vita.

È andata in scena la rappresentazione della morte, nella sua realtà più cruda e violenta. Sarà solo l’inizio di un interminabile incubo che si avvale di una follia omicida così impattante che porterà il nostro protagonista a indagare su antiche simbologie cristiane che sembrano svelare il lato oscuro di questi delitti dalla brutale efferatezza che non solo ne causano la morte, ma sottopongono le vittime a una sofferenza aggiuntiva.

Chi si nasconde dietro a queste inspiegabili morti? Qual è l’effetto scatenante che porta l’assassino a compiere un vero e proprio massacro?

Sembra una partita a scacchi con il lettore che deve trovare le giuste contromosse prima che sia troppo tardi!

Nel frattempo, ritmo e suggestione cresceranno con lo scorrere delle pagine raggiungendo livelli altissimi di tensione.

Per usare una metafora pugilistica Il palazzo delle ombre inchioda all’angolo il lettore col rischio di non farlo più uscire.

Lo scrittore emiliano riesce a tendere delle trappole grazie a una lunga consequenzialità di eventi che sembrano solo in apparenza non trovare una via di uscita a vantaggio di una suspense vissuta in apnea che condiziona la lettura di un romanzo costruito con la solita maestria.

Stressare positivamente il lettore diventa un metodo proficuo per esorcizzare le proprie paure, angosce e tormenti.

Forse ognuno di noi potrebbe avere il suo uomo nero che non lo fa dormire rivelandosi l’ospite pessimo delle sue notti insonni, ma sono esperienze che nella vita si manifestano nella loro autenticità perché ci permettono di accettare emozioni, luci ed ombre restando connessi con sé stessi. Solo così ci focalizziamo sulla nostra vulnerabilità, un po’ come il protagonista di questa serie.

Se si riesce a uscire da un labirinto che ci siamo costruiti nel nostro inconscio troveremo forse la salvezza.

Ma dovremo davvero riconoscere attraverso attente descrizioni, le immagini che conducono a quelle suggestioni che in questo caso il lettore si è creato nella sua mente, ed è qui che interviene lo scrittore riuscendo con destrezza a farcele pervenire e a creare quel meccanismo di tensione collegando i tasselli di una storia da brivido.

Emergeranno ancora una volta le fragilità di Paul Cialdini che si porta alle spalle un passato crudele e dovrà attingere dalle poche forze che gli sono rimaste. Il fiuto investigativo e l’ostinata ricerca della verità diventano la medicina essenziale per cercare di resistere alle intemperie della vita che scorre attraverso un filo sottile.

A noi lettori non resta che dargli appuntamento al terzo episodio!

 

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