Questo incantevole romanzo narra di un ragazzo che intraprende un viaggio in India, piu specificatamente a Varanasi , alla ricerca di sé stesso per rispondere a quelle domande che da sempre tormentano il suo io interiore.
Inizialmente non è stato semplice per lui, trovare “l’ashram”, ovvero quel posto speciale dove imparare tante cose. Il motivo è semplice: non era ancora pronto, nonostante la sua convinzione di esserlo. Infatti c’è stato un momento in cui voleva arrendersi e tornare a casa.
Dopo essere svenuto a causa del suo stato confusionale, finalmente si ritrovò dove doveva essere. Accanto alla donna che diventerà la sua compagna di viaggio : Shanti. Ella abitava insieme a Tatanji,questo monaco e accompagnerà il protagonista in questo viaggio attraverso la conoscenza di tante figure che gli porteranno a tempo dovuto sette insegnamenti: Il potere delle parole, attraverso i mantra e i sutra che sono versi e canti spirituali ripetuti per fissarli nella memoria e per poter tramandarli di generazione in generazione. Abbiamo poi l’insegnamento dell’”essere presenza”, ovvero l’essere presente in qualsiasi cosa si faccia. Di concentrarci sul presente e su ciò che stiamo attualmente vivendo. Purtroppo noi siamo assopiti sempre dal passato, quindi su ciò che abbiamo compiuto e sul futuro, su ciò che sarà. Ci dimentichiamo di vivere adesso, il momento presente.
Il potere della gratitudine è il terzo insegnamento che il monaco ci offre, il dover ringraziare di tutto ciò che ci succede, dal bello al brutto, perché c’è sempre una ragione dietro a ciò che ci succede e dobbiamo cercare di accoglierlo nel flusso della nostra vita. Ciò si collega con il quarto ovvero il rinascere dai nostri traumi, come egli dice : “ Le ferite che subiamo nelle battaglie della vita non sono altro che strati di bellezza della nostra anima”. L’importante è combattere e trovare il lato positivo di ciò.
A volte siamo sopraffatti dalle parole di tutto ciò che ci viene detto, ma il silenzio è il nostro miglior alleato per cercare le risposte dentro di noi, Purtroppo nella nostra cultura e società siamo bombardati di parole e non siamo in grado di ascoltare noi stessi attraverso il silenzio. Questo è ciò che dovremmo imparare per vivere meglio .
Il sesto insegnamento è quello del cambiamento: tutto è transitorio, cambia,fluisce, bisogna solo accogliere e danzare insieme ai propri demoni,al vita è espansione. Infine l’ultimo insegnamento è quello dell’amare senza riserve, senza catene ed è quello che proprio il protagonista proverà per Shanti. Senza gelosie o possessioni, argomento che nella nostra cultura non trova ancora spazio.
I gatti del monaco ruotano intorno a questo romanzo poiché ognuno ha un suo comportamento volto all’accoglienza del proprio sé e il maestro Tatanji indicherà al protagonista che la felicità che sta cercando deve imparare solamente a conoscerla e ad accoglierla al meglio.


