Recensione a cura di Dario Brunetti
Il caso non è chiuso è il nuovo romanzo giallo dello scrittore Luigi Guicciardi uscito per Damster edizioni. Ritroviamo il commissario Cataldo, protagonista di questa fortunata e lunga serie, forse una delle più longeve del panorama italiano che continua ad appassionare i lettori più fedeli e amanti del genere crime. Modena è come sempre l’ambientazione dei suoi romanzi e ci ricordiamo ancora quel giovane siciliano biondo trasferitosi nella nebbiosa Emilia e ce lo ritroviamo ormai sessantenne, stanco e affaticato attraverso i suoi acciacchi che lo portano comunque a non voler mai mollare. L’ispettore De Pasquale è un ottimo supporto a livello personale e professionale e nel corso degli anni il loro rapporto si è sempre più consolidato. In questo nuovo capitolo della serie devono indagare sul rapimento di Betty Rubino, una bimba di soli quattro anni.
Franco Rubino, sua moglie Aida e i rispettivi figli Melissa e Santiago rappresentano la tipica famiglia perfetta. Sarà davvero così o qualcuno di loro nasconde un segreto?
La famiglia non sembra avere dei nemici o legami con la criminalità organizzata e allora quali saranno le zone d’ombra in cui si andranno a focalizzare i due investigatori?
Ci sono dei casi che sembrano appartenere a una sfera privata, il rapimento della bambina avrà un impatto notevole sia su Cataldo che sul suo fido ispettore De Pasquale che saranno coinvolti dal punto di vista emotivo nella loro indagine a tal punto da trasformarsi in qualcosa di strettamente personale.
Dove si nasconde l’orco che ha rapito la bambina? Appartiene alla cosiddetta “Modena Bene” da trovare nella classica lista degli insospettabili?
Servirà davvero una corsa contro il tempo per portare in salvo la bambina, al tempo stesso bisognerà cercare di evitare che si crei un corto circuito a livello mediatico a causa di sua sorella maggiore Melissa, influencer attiva nel mondo dei social.
Attraverso un’indagine poliziesca, il modenese Guicciardi affronta con tatto e delicatezza tematiche appartenenti alla nostra quotidianità. Uno sguardo lucido e piuttosto attento alle dinamiche che coinvolgono i più giovani ormai sempre più particolarmente coinvolti in un mondo come quello dei social relegato sempre più alle apparenze. Inoltre, affronta il dramma del rapimento come un dolore composto da gestire con cautela, ma mantenendo sempre alto il ritmo della tensione tipica del thriller.
Non mancheranno i riferimenti a uno dei più grandi scrittori della letteratura come Pirandello; nella citazione del buon Cataldo che ce lo ricorda attraverso questa frase così emblematica che rappresenta il motore psicologico dell’intera indagine: “Non credere a nessuno, perché nessuno è come credi che sia”.
Il giallo è in tavola e a servirlo è il maestro Luigi Guicciardi che ancora una volta è riuscito a dosare i giusti ingredienti per offrire ai lettori una pietanza narrativa che spicca per la sua prelibatezza.


