Il canto dei cuori ribelli
Aveva quattordici anni Smita quando con la sua famiglia ha dovuto lasciare l’India in circostanze drammatiche. Una volta al sicuro in America, ha scacciato dal cuore la nostalgia per i crepuscoli aranciati e il profumo inebriante dei cibi che il padre le comprava dai venditori ambulanti e giurato a se stessa che mai più sarebbe tornata in quei luoghi che l’avevano così profondamente ferita. Ma anni dopo si ritrova a dover accettare con riluttanza l’incarico di coprire una storia di cronaca a Mumbai, per il suo giornale. Seguendo il caso di Meena – una giovane donna sfigurata brutalmente dai suoi fratelli e dai membri del suo villaggio per aver sposato un uomo di un’altra religione – Smita si ritrova di nuovo faccia a faccia con una società che appena fuori dallo skyline luccicante delle metropoli le pare cristallizzata in un eterno Medioevo, in cui le tradizioni hanno più valore del cuore del singolo, e con una storia che minaccia di portare alla luce tutti i dolorosi segreti del suo passato. Eppure, a poco a poco le sue difese cominciano a vacillare, i ricordi a riaffiorare e la passione a fare nuovamente breccia in lei. Sullo sfondo di un meraviglioso Paese sospeso tra modernità e oscurantismo, in un crescendo di tensione, due donne coraggiose e diversamente ribelli si confrontano con le conseguenze di due opposti concetti di onore e di libertà, in una storia indimenticabile di tradimento, sacrificio, devozione, speranza e invincibile amore.
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Una delle più emozionanti ed interessanti uscite di narrativa contemporanea del 2024, celebrato da autori di successo quali Salman Rushide come “magistrale opera letteraria”. Viene considerato come “uno dei romanzi più belli dell’anno” da critici e lettori.

Thrity Umrigar, pluripremiata autrice di bestsellers, collaboratrice per importanti testate giornalistiche e non da ultimo nel suo vasto curriculum docente di scrittura creativa e letteratura alla Case Western Reserve University a Cleveland ritorna con questo potente racconto umano e si dimostra una donna nel suo più profondo e vero significato, imprimendo la propria firma nella scrittura.

Il canto dei cuori ribelli è stato tradotto in diverse lingue e pubblicato in oltre 15 paesi, si basa su una storia realmente accaduta svelandone i segreti passo dopo passo e lasciando immergere il lettore in un’atmosfera dalle caratteristiche uniche e con personaggi così reali che accompagneranno il lettore sino alla fine del libro ma che resteranno a lungo nella sua memoria e lo porteranno a profonde riflessioni.

Più che un semplice romanzo narrativo è però da considerarsi un toccante inno alla forza ed al coraggio delle donne. Apre una finestra su un lato ancora buio, integralista, quasi fanatico e a volte violento dell’India, che penalizza la loro condizione riducendole a vivere una vita che porta spesso caratteristiche decisamente medioevali. Ci mostra il volto di un’India certamente affascinante ma allo stesso tempo oscurantista e opprimente, dove la modernità delle sue città si scontra ancora con un sistema arcaico basato su caste e patriarcato nei villaggi.

Da notare e non trascurare la dolcezza con la quale l’autrice descrive i personaggi, in particolar modo le protagoniste femminili, Smena e Meena, ma allo stesso tempo ne delinea il carattere con forza e decisione, con un ritmo narrativo scorrevole ed intenso, che mai si inciampa in virtuosismi letterari e rimane fedele ad una narrazione adatta a tutti.

Il canto dei cuori ribelli è un libro che apre le porte su mondi contraddittori, dove vigono ancora leggi dimenticate nelle moderne metropoli e nel nostro quotidiano, trasporta il lettore in quei villaggi dove gli uomini sono i padroni e hanno il pieno potere decisionale, ma mostra alla fine le contraddizioni che sono comuni in tanti popoli seppur di nazionalità diverse.

In conclusione è un libro che sottolinea l’importanza di combattere per la propria dignità, per i propri diritti, per le proprie idee e lo dimostra con un’umanità unica, dove la ragione si confonde con i sentimenti e le decisioni non sono facili da prendere, ma dove il cambiamento inizia proprio da quei piccoli e apparentemente insignificanti villaggi dove la convivenza fra leggi ancestrali e desiderio di modernità non è mai scontata.

 

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