Il bistrot dei Duval
A Tizi non piace il suo nome. Non le piacciono molte cose, tra cui gran parte delle persone. Quando deve prendere la corriera per tornare a casa da scuola e si trova senza soldi, però, si imbatte in quello che le pare un omone così improbabile che decide di dargli una possibilità: gli chiederà i soldi per il biglietto. Da questo incontro fortuito nascerà un viaggio, apparentemente improvvisato, in cui la ragazza trascinerà con sé un poco convinto Alfonso. Lontano da casa, tra nuove esperienze e conoscenze, entrambi si troveranno ad affrontare sé stessi e a confrontarsi con il loro passato.
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Ho appena terminato di leggere l’ultimo romanzo scritto da Daniela Foschi dal titolo Il bistrot dei Duval e pubblicato da Santelli. Qualche mia breve considerazione. Daniela Foschi scrive libri piuttosto distanti da quelle che sono le mie scelte abituali. Che sono i gialli e i noir. Lo avevo intuito subito, quando scoprii il suo primo romanzo. Quando lessi la trama mi apparve lampante come non fosse un libro nelle mie “corde”. Eppure la descrizione della storia mi attraeva e le opinioni, tutte molto positive, accrescevano la mia curiosità. Decisi di rischiare. In considerazione anche del fatto che era il suo esordio letterario ed io sono sempre molto attento agli autori esordienti o emergenti. A quelli che, come lei, non hanno la supponenza di sedersi da subito al tavolo dei migliori ma cercano di mettersi in luce semplicemente col frutto della propria passione senza sgomitare ma ritagliandosi un posto nel grande mondo degli scrittori partendo dal basso per poi via via avanzare. Lessi dunque il suo primo libro che ha come titolo Il cerchio di Ercole. Ne rimasi conquistato. Non era un libro che mi si addiceva completamente ma lo apprezzai molto. Mi piacque la sua scrittura e la storia che aveva inventato. Ora per questo secondo romanzo avevo quindi grandi aspettative. Speravo venissero confermate almeno in parte, invece le ha mantenute tutte. Sono rimasto soddisfattissimo anche dalla lettura di questo secondo libro. Un racconto che emoziona e coinvolge in tutto il suo sviluppo. La prima parte però è forse un po’ lenta, e ci sono delle situazioni, soprattutto agli occhi di un pragmatico come me, un po’ inverosimili. Bisogna superare necessariamente lo scetticismo iniziale perchè man mano che la storia si dipana il realismo prende di nuovo il sopravvento, i momenti emozionanti aumentano e le sorprese si moltiplicano. La parte iniziale quasi si dimentica. A lasciare un po’ straniti è soprattutto come viene portato a compimento l’idea iniziale del viaggio, lascia un po’ perplessi ma diventa un passaggio “necessario” per poter raccontare tutto ciò che ne seguirà. La scrittura della Foschi invoglia a leggere. Riesce a creare personaggi che conquistano e per i quali si nutre naturale simpatia. Su tutti ovviamente Tizi, che alla fine del romanzo non sarà più la stessa di quando era cominciato. Un romanzo che mantiene le promesse iniziali e che, come ho gia detto, è un crescendo di emozioni. Per me che sono più a mio agio nel leggere noir o gialli qualche volta anche leggere un libro dei buoni sentimenti può diventare un ottimo diversivo, soprattutto se è scritto bene come questo. Lo sottolineo perche parla di buoni sentimenti ma senza mai essere stucchevole o mieloso passando anche attraverso colpi bassi e momenti dolorosi. Complimenti alla Foschi. Consigliato.

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