Genere:
Il Bambino – Fiona Barton
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Trama

Un quartiere di Londra in via di riqualificazione, un vecchio edificio che dev’essere abbattuto. Durante i lavori, un operaio scopre i resti di un neonato probabilmente rimasto sepolto per anni: difficile, se non impossibile identificarlo. Ma il mistero del bambino abbandonato tocca il cuore della gente e Kate Waters – la brillante giornalista che aveva seguito il «caso della vedova» – intuisce che anche questa è una storia per lei. Man mano che indaga, Kate scopre collegamenti con un vecchio episodio di cronaca nera: la scomparsa di Alice, una neonata, dall’ospedale in cui sua madre Angela l’aveva appena partorita. Ma Emma, inquieta ghost writer dal rapporto burrascoso con la madre, è persuasa che non sia così. Con la grinta e l’umana partecipazione che la rendono una giornalista speciale, Kate Waters ricompone la storia del bambino e con essa una dolorosa vicenda di ossessioni e tradimenti, penetrando nel passato di due donne che speravano di essersi lasciate tutto alle spalle.

Recensione a cura di Antonio Parrilla

Lo ammetto, avevo aspettative più alte, forse anche a causa della campagna pubblicitaria che aveva accompagnato la pubblicazione di questo “thriller psicologico”. Sebbene il colpo di scena finale sia interessante, anche se non troppo originale, il libro presenta alcuni problemi. Innanzitutto, ho avvertito l’assenza di un vero protagonista: la storia viene raccontata, così come pare vada di moda oggi, da più personaggi e da diversi punti di vista (prima persona, terza persona onnisciente…), ma i cambi sono talmente tanti e i capitoli talmente corti da rendere impossibile capire quali siano i personaggi principali. Nessuno di essi, poi, viene tratteggiato con la necessaria profondità, e nessuno di essi ha dei tratti distintivi che li rendano interessanti per il lettore. Insomma, non c’è il Montalbano, non c’è Miss Marple, non c’è Poirot: il ruolo di investigatore è assegnato a una giornalista con una personalità di poco più interessante di quella di una patata (sto esagerando, ma il concetto credo sia chiaro). Come se non bastasse, neanche i cattivi e i personaggi di contorno sono memorabili: nessun Catarella, nessun Dexter, nessun Ipnotista. Inoltre, la storia stenta a decollare: arrivato intorno alla pagina 150 si era ancora alle fasi introduttive della storia. Poco ritmo, davvero. Infine, il sospetto che mi ha assalito a un certo punto della lettura: non è che ‘sto libro la Barton l’ha dovuto scrivere in tutta fretta perché pressata dalla casa editrice che voleva sfruttare il “successo” del precedente? E qui, volendo concedere il beneficio del dubbio alla scrittrice, si trova la giustificazione della mia valutazione di 3 stelle anziché 2 o 1 (su 5): probabilmente con un paio di altre riscritture il libro sarebbe risultato di gran lunga migliore… ma se hai pubblicato il primo a febbraio 2016 e ti costringono a uscire con un nuovo lavoro a giugno 2017, il tempo può non essere sufficiente per mettere a punto una storia che, tutto sommato, è bella intricata.

Dettagli

 

  • Copertina flessibile: 426 pagine
  • Editore: Einaudi (27 giugno 2017)
  • Collana: Einaudi. Stile libero big
  • Lingua: Italiano
  • ISBN-10: 8806232711
  • ISBN-13: 978-8806232719

 

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