Recensione a cura di Dario Brunetti
La vita è un mozzico che in romanesco vuol dire morso, come il morso dato a un tramezzino che, se gustato, finisce in fretta, esattamente come l’esistenza.
Questa frase racchiude la filosofia del nostro protagonista Rocco Schiavone che da buon romano è pragmatico e al tempo stesso malinconico.
Ed è attraverso questo volume dal titolo I tramezzini di Rocco Schiavone che Antonio Manzini vuole rendere omaggio al maestro Andrea Camilleri con gli indimenticabili arancini di Montalbano preparati dalla sua fidata governante Adelina.
Il tramezzino è uno snack veloce e in quest’opera scopriremo i gusti che hanno lasciato un segno indelebile nella vita del vicequestore Rocco Schiavone e loro significato profondo.
Tramezzino tonno e carciofini: per Rocco rappresenta un archivio di emozioni legate ai ricordi di infanzia che lo riporta alle avventure passate con i suoi amici di un tempo: Brizio, Furio e Sebastiano. Andremo incontro a uno spaccato di vita che ci conduce a Trastevere, con quella romanità ruvida ma al tempo stesso accogliente e genuina. Non mancherà la nostalgica collezione delle figurine dei calciatori, il cui scambio delle stesse era un rito di aggregazione basato sulla socialità prima del triste avvento dell’era digitale nella quale siamo costantemente iperconnessi, ma sempre più soli.
Tramezzino uova sode e tonno: il classico snack per Rocco, in cui vi sono racchiuse la speranza e l’illusione, lo porta a quel viaggio a Panarea in cui era ospite a casa di suo cugino. Un viaggio lontano dal caos della capitale, su un’isola dove regna pace e silenzio; ed è lì che affiora il dolce ricordo della moglie Marina, che gli appare proprio vicino a quel mare che Rocco detesta. Il mare rappresenta quel distacco che li separerà per sempre, e il sogno si concretizzerà in un breve e delicato momento che svanirà in un attimo, illudendo l’uomo. Questo passaggio rievocherà uno dei momenti più poetici e struggenti di questo volume.
Tramezzino spinaci e mozzarella: nel gelo di Aosta è il tipico tramezzino da riscaldare perché mangiato freddo perde ogni sapore. Per Rocco rappresenta lo snack di circostanza che non accompagna la fame, quanto più l’ansia e le famose rotture di … che sono sempre dietro l’angolo. La città valdostana farà da sfondo alle indagini del vicequestore Rocco Schiavone e della sua squadra. In questo capitolo dovrà risolvere un omicidio senza movente andando incontro alla richiesta di aiuto di un ragazzo.
Cari lettori ne troverete tanti di tramezzini prima di arrivare al Club sandwich che non è un tramezzino ma per Rocco è uno dei più significativi e rappresenta l’amicizia nel senso più nobile del termine.
L’amicizia in tutte le sue forme assume un valore autentico in questo capitolo. Rocco è insieme ai suoi amici di sempre Furio e Brizio, gli unici che gli sono rimasti accanto nonostante il vicequestore sia la guardia e gli altri due i ladri che stanno dall’altra parte della barricata. Il loro rapporto resta qualcosa di indissolubile, un porto sicuro.
Noterete subito che uno di loro non viene menzionato e solo i lettori di questo straordinario personaggio conoscono il vero motivo. Ma forse va bene così; in fin dei conti, la vita ci riserva sempre delle sorprese, nel bene o nel male!
Non resta che gustarvi un buon tramezzino in compagnia di Rocco Schiavone, scegliendo quello che più vi piace o che meglio vi rappresenta!


