Gaia Manzini – Nessuna parola dice di noi
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Penna Esordiente
Marika Campeti
Marika Campeti è nata a Roma nel 1979. Nel 2002 si è laureata in Arti e Scienze dello Spettacolo. Dopo gli studi ha svolto i suoi primi lavori nella post-produzione televisiva e cinematografica come rilevatrice dialoghi e assistente al doppiaggio. Attualmente è caporedattrice per la rivista letteraria Writers Magazine Italia diretta da Franco Forte. Insegna danza orientale dal 2005. Ha pubblicato quattro romanzi , un romanzo breve e curato due antologie: Il segreto di vicolo delle Belle (Apollo Edizioni 2018), Lo scorpione dorato (Augh edizioni 2020) Neravorio (Augh edizioni 2022) L’ultimo respiro di Mara (Bertoni editore 2023), Giochi di coppia (Delos Digital 2024), 365 racconti gialli, thriller e noir (Delos Digital 2024), La notte della menta (Settechiavi, novembre 2024).
Gaia Manzini - Nessuna parola dice di noi

Trama

Per Ada, giovane copywriter, le parole sono un gioco: le armi con cui l’intelligenza sfida le leggi della responsabilità. Le parole che la raccontano, però, Ada sa avvolgerle nel silenzio. Per sua madre le parole servono a levigare le anomalie della vita: come il fatto che da sempre, nella casa sul lago, è lei a prendersi cura di Claudia, la bambina che Ada ha avuto quando era troppo giovane. Per Alessio invece più delle parole contano i gesti e le immagini. Lui e Ada sono una coppia creativa d’eccezione; l’uno completa l’altra in un’intesa felice destinata a portarli lontano, fino in America. Mettere molti chilometri tra sé e Claudia è, pensa Ada, il modo migliore per riconquistare il diritto alla giovinezza, quello che quando nasce un figlio perdiamo per sempre. E poi insieme ad Alessio lei andrebbe in capo al mondo, perché il suo sguardo la fa sentire nuova; la riconsegna a sé stessa, nonostante non ci sia una parola per descrivere l’emozione che li unisce. Nonostante Ada non gli abbia parlato di Claudia. Nonostante lui sia omosessuale. La limpida scrittura di queste pagine mette a fuoco i perimetri dentro ai quali finiamo per costringere le nostre vite. E sfida le parole, il loro bordo tagliente ma anche la loro illuminante semplicità. Gaia Manzini racconta due grandi amori difficili – tra una madre e una figlia, tra due amici sulla soglia del desiderio – e il cammino avventuroso di chi deve nascere due volte per conoscere sé stesso

Recensione a cura di Marika Campeti

Il romanzo di Gaia Manzini ti cattura con il suo linguaggio delicato e crudo allo stesso tempo. L’immedesimazione nel personaggio di Ada è immediata, le sue fragilità, le sue incertezze, i suoi tentativi di fuggire dalla responsabilità ma, al contempo la sua profondità, entrano dentro mentre la lettura prosegue pagina dopo pagina.

La storia è semplice e trasporta nella quotidianità di una ragazza costretta a dover crescere troppo in fretta e assumersi delle responsabilità che non riesce ad accettare. Il legame madre figlia è proposto dalla scrittrice in modo diverso dal solito, Ada è una madre che non voleva essere tale, che viene sopraffatta dalla realtà, che vorrebbe continuare la sua vita di ragazza, inseguire i sogni, realizzarsi nel lavoro e nella vita sentimentale, ma non può. Non è l’idillio che ci viene raccontato da una maternità matura e voluta. Ma l’autrice ci fa svelare l’amore di Ada per Claudia, acerbo, inadatto, che non riesce a sbocciare, ma che c’è, in fondo al suo cuore. 

Ho apprezzato molto la tecnica narrativa che l’autrice usa nel primo capitolo, riportando al lettore una scena ambientata in spiaggia tra Ada e Claudia e arricchendola nel finale con alcuni particolari significativi che dimostrano la crescita interiore che la  protagonista ha compiuto nel “viaggio” in cui il lettore l’ha accompagnata leggendo la sua storia.

Dettagli

  • Genere: Narrativa contemporanea
  • Copertina flessibile: 224 pagine
  • Editore: Bompiani (24 marzo 2021)
  • Collana:
  • Lingua: Italiano
  • ISBN-10 : 8830105236
  • ISBN-13: 978-8830105232
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