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Donne che chiedono giustizia
In una casa diroccata e abbandonata alla periferia di Modena, si scopre per caso il cadavere di una ragazza senza documenti. Incidente, suicidio o omicidio? Delle indagini viene in caricato il commissario capo Cataldo, che può contare molto più sul fidato ispettore De Pasquale che sul nuovo questore, una donna rigida e ambiziosa, da cui lo separa una spiccata incompatibilità caratteriale. Identificata la morta in una cameriera slovena di vent’anni, l’inchiesta si indirizza inevitabilmente al ristorante dove lavorava e alla cerchia particolare dei suoi frequentatori. Ma quando una seconda ragazza – stavolta della Modena bene – e una terza donna, tanto bella quanto misteriosa, vengono uccise in modo ben più sadico e feroce, l’indagine si complica e Cataldo dovrà individuare il trait-d’union tra queste vittime così diverse, in una ricerca dolorosa e difficile che lo coinvolgerà direttamente anche sul piano sentimentale e lo condurrà alla fine a una verità sconvolgente e amarissima.
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Recensione a cura di Dario Brunetti

Donne che chiedono giustizia è il ventitreesimo romanzo dello scrittore modenese Luigi Guicciardi, dedicato alla serie del commissario Giovanni Cataldo uscito per la Damster edizioni.

Modena è ancora una volta la protagonista del giallo del prolifico romanziere che attraverso una storia di fantasia affronta due tematiche fondamentali e di estrema attualità come il femminicidio e la ricerca della giustizia.

Non mi addentrerò più di tanto come in altre circostanze nella trama dell’opera, ma vorrei focalizzare l’attenzione su come lo scrittore elaborando la sua storia abbia ricompreso nel termine femminicidio non solo e prevalentemente con l’omicidio in sé, ma come fenomeno che sfocia nella prevaricazione da parte dell’uomo attraverso maltrattamenti, violenza fisica, sessuale e psicologica che mirano a destabilizzarne l’integrità provocando inevitabile sofferenza e dolore e ancor di più nella morte.

Il femminicidio mette in moto il meccanismo della ricerca disperata della giustizia che deve cercare di arginare il male, così entra in scena il commissario Cataldo che anche se è vicino alla pensione, vuole ancora rappresentare la legge anche voltando le spalle al nuovo questore, la dottoressa Antonietta Castellani Tarabini, una donna vicina ai cinquant’anni che non nutre fiducia nei confronti dell’uomo.

Un nuovo superiore che l’ottimo Cataldo deve fronteggiare, ma l’esperienza e la carriera non scalfiscono il commissario che troverà nella figura del nuovo questore, una donna fredda, apatica e alquanto distaccata. Ad affiancarlo c’è il fido ispettore De Pasquale con cui condivide gioie e dolori del suo lavoro. Ma in questo nuovo giallo ci sarà anche spazio per i buoni sentimenti, nel corso delle indagini il nostro commissario riscoprirà l’amore per una donna di nome Katia, una chiromante, che avrà un ruolo decisivo all’interno della storia.

Torbidi intrecci amorosi possono scaturire un desiderio di vendetta che si concretizza nel peggiore dei mali, l’omicidio. Luigi Guicciardi è riuscito a mescolare al meglio gli ingredienti del giallo con il thriller per alzare il livello di tensione, il risultato è un romanzo di qualità, peculiarità imprescindibile che non sfugge agli amanti del genere.

Con il passare del tempo il commissario ha subito una metamorfosi nonostante l’avanzare dell’età e con l’ostentata voglia di mettersi sempre in gioco e riscoprendo il desiderio di innamorarsi.

Per un Cataldo che invecchia, c’è un giovane Torrisi tutto da scoprire, senza dimenticare il buon Laudani, così andremo alla scoperta di altri due nuovi personaggi che pian piano stanno trovando il loro spazio nella vasta produzione letteraria di Guicciardi intanto non ci resta che assaporare quest’ultima opera e scoprire quel retrogusto amaro che ancora una volta spiazzerà il lettore.

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