Peccato!
Questo giallo è un viaggio tra alti e bassi nella lettura. La storia è costruita bene e tutti gli attori hanno un ruolo di rilievo e strategico nel corso dei capitoli, per arrivare al finale. Nel classico giallo dove tutti sono presunti colpevoli, anche nel romanzo di Tom Hindle ciascun invitato al matrimonio di Laurence ed Eva possiede un “movente”, al ritrovamento del cadavere di Eva, la sposa.
Su un’isola è difficile fuggire, su un’isola le forze dell’ordine arrivano in ritardo, su un’isola il colpevole resta lì, tra invitati, un castello addobbato a festa, un matrimonio saltato e ciascun invitato misto tra lo sconvolto e la bugia.
Ci vogliono più di 350 pagine per scoprire chi sia il colpevole e perché ha ucciso la donna nel giorno più importante della sua vita. Un lettore di gialli, lo capisce dopo poche pagine dall’arrivo del colpevole sulla scena. Purtroppo, nonostante l’autore sia stato in questi luoghi proprio per un matrimonio, l’ambientazione da favola sul Lago di Garda è sporcata da diversi errori di localizzazione e di movimentazione. Se Castello Fiore non esiste nella realtà, collegarlo al bellissimo borgo di Malcesine è intuitivo e diretto, ma ci sono diverse incongruenze.
Peccato anche per i tanti refusi e per un editing non proprio accurato, che non ci si aspetta da un autore del suo calibro e della sua Casa Editrice Bompiani. Forse qualcosa andrebbe rivisto, forse la traduzione ne ha qualche colpa, non lo sapremo mai ma per un lettore accanito, questi errori arrivano subito agli occhi.
La nota positiva è l’aver riempito il romanzo di stereotipi. Per il periodo storico inserire in una storia influencer, matrimoni di lusso, giovani rampolli che decidono di dedicarsi a un lavoro che esula dalla famiglia, fa tendenza; per gli stranieri che leggono un libro ambientato in Italia trovare la mafia, i meridionali contro i settentrionali, i ricchi contro i poveri, i “brand” più accattivanti e alcuni comportamenti tipici di un italiano medio, è sicuramente progettare un successo. Infatti tutto ciò ha fruttato a Hindle un best seller per il Sunday Times e un contratto con Disney+ per la produzione cinematografica.


