Genere:
LA CASA SUL PROMONTORIO
Mattia Lanza è lo scrittore più amato d’Italia, il più venduto, il più invidiato, il più tradotto all’estero. Ha una bella famiglia, un’agente che farebbe qualunque cosa per lui, un appartamento a New Yorke abbastanza soldi per soddisfare ogni possibile desiderio. Insomma, una vita da sogno. Fino alla sera in cui sua moglie ei loro due figli vengono massacrati. Due anni dopo quei fatti di sangue, assolto nel processo che lo ha visto unico indagato per il triplice omicidio, Mattia Lanza decide di tornare a scrivere. Per farlo, sceglie di isolarsi in una villa nascosta dalla vegetazione, sul promontorio di Punta Acqua Bella, in Abruzzo, un paradiso affacciato sul mare. L’incontro casuale con una donna, Eva, sembra riportargli sensazioni che da troppo tempo non viveva, compresa l’ispirazione letteraria. Ma il passato continua a tormentarlo: gli incubi, le visioni angoscianti, i presagi di sventura non gli danno pace. Di chi sono gli occhi che lo spiano di notte? Chi è l’inquietante anziana che lo segue ovunque vada e lo fissa in silenzio? E cosa sono gli strani oggetti che ha trovato nella casa, che sembrano rimandare a un vicino cimitero di guerra? Svelando la verità con continui colpi di scena, questo thriller di Romano De Marco indaga la complessità delle relazioni e ci mostra fin dove è disposto a spingersi l’essere umano per assecondare i propri desideri.
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RECENSIONE a cura di Edoardo Todaro

Romano De Marco dopo numerosi noir, come ad esempio gli ultimi 3 editi da PIEMME, continua ad attrarre l’attenzione con la sua capacità di farsi leggere. “ La casa sul promontorio “ dato alle stampe da SALANI conferma senza smentita alcuna, questo giudizio. La dedica a Stefano Di Marino introduce subito non tanto, in un riconoscimento obbligato, ma bensì nella sensibilità dovuta a chi sa essere riconoscente verso chi ha dato tanto al mondo del thriller/noir italiano e non solo. In questo libro ci troviamo di fronte al caso di uno scrittore in crisi; di uno scrittore, tra i più venduti e letti,  investito da un massacro che ha colpito la sua famiglia e da cui ne vuole uscire anche nella consapevolezza che non può riuscire a riprendersi. Per uscirne si autoreclude  in un posto fantastico nei pressi di Ortona, Punta Acquabella. Uno scrittore che deve trovare il modo di disintossicarsi oltre che dalla perdita di moglie e figli,  anche dalla fama di successo e dalla smania/desiderio del sesso, e quindi che usa lo scrivere come modalità per sentirsi vivo; uno scrittore che deve fare i conti con il convivere con il dolore che diviene modalità di vita, con gli incubi che lo perseguitano;  e che trova una donna eccezionale, sotto tanti punti di vista, con la lacrima non razionale e che nasconde, dietro ad una apparente tranquillità una verità diabolica …. quindi le persone che devono dimenticare il proprio vissuto diventano 2. Uno scrittore che ha imparato, a proprie spese,  che per ogni risultato ottenuto c’è un prezzo da pagare, che per ogni scelta ci sono delle conseguenze, degli effetti collaterali, perché non esiste il caso ed i sentimenti hanno la loro provvisorietà. Ma come in ogni noir degno di essere tale, De Marco ci descrive anche il luogo in cui il tutto si svolge. Luogo non tanto e non solo, in quanto ad “ abitazione “ ma sicuramente in quanto a caratteristiche, come ad esempio le delizie culinarie: dagli arrosticini e gli spaghetti con i pelosi al rosso Montepulciano D’abruzzo. Non c’è solo Ortona abbiamo anche New York con i suoi hotel di lusso, il Central Park ecc …. Un romanzo che tiene incollato pagina dopo pagina visto che quando pensi che la cosiddetta soluzione sia a portata di mano, arriva l’accadimento che butta all’aria tutto per far ricominciare da capo,quindi  tornare al punto di partenza visto che  niente è come prima e “ sparigliare le carte “ fa parte del gioco. Finisci le 280 pagine e sei attratto da una Eva,che vorresti conoscere ma non ne sei convinto, una misteriosa donna che caratterizza il noir,la voglia di andare a Ortona/Punta Acquabella ti assale completamente.

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