Recensione a cura di Dario Brunetti
La Sicilia diventa un personaggio nei romanzi della scrittrice Cristina Cassar Scalia che ambienta la sua nuova storia dal titolo Delitto di Benvenuto in una Noto del 1964.
Un vero omaggio a una Sicilia d’epoca e soprattutto a una città come Noto in cui la stessa Scalia è nata.
Noto viene definita per eccellenza patria di filosofi ed è apprezzata per la sua parte più antica che la contraddistingue attraverso i suoi monumenti, chiese, castelli (noto quello Aragonese) e palazzi seicenteschi.
La quiete della provincia siciliana gode della sua tranquillità e diventa così invitante da non poter che accogliere Scipione Macchiavelli, un giovane funzionario di Pubblica Sicurezza che proviene dalla “dolce vita romana” e che deve prendere servizio presso il commissariato “via Veneto”.
Nel frattempo, il maresciallo Calogero Catalano e il brigadiere Francesco Mantuso sono alle prese con un caso di scomparsa denunciato dalla signora Maria Laura Vizzini; si tratta di suo marito Gerardo Brancaforte, direttore della Banca Trinacria di Noto.
Sarà incaricato delle indagini il commissario Scipione Macchiavelli di Roma che una volta trasferitosi nella provincia siciliana troverà un caso particolarmente complesso.
Ma il giovane commissario sarà ben coadiuvato e supportato dagli ottimi Catalano e Mantuso, con i quali instaurerà una buona sinergia sia dal punto di vista operativo che umano.
Siamo in pieno clima natalizio e nella piccola provincia si nascondono segreti, pettegolezzi che non sfuggiranno allo sguardo attento dell’attraente farmacista Giulia Marineo, per la quale Scipione non potrà fare a meno di resistere al suo fascino gentile.
La storia si tingerà di quel mistero svelando il lato oscuro di alcuni protagonisti, mentre gli inquirenti brancoleranno nel buio e faranno fatica ad incanalare l’indagine sul giusto versante che troverà sbocco solo nelle battute finali del romanzo.
La Cassar Scalia ci serve un giallo di buona fattura grazie a una trama ben strutturata, offrendo ai lettori un nuovo personaggio come Scipione Macchiavelli che spicca per la sua genuinità e autenticità.
Un romanzo scritto con efficacia e semplicità ci conduce nella meravigliosa Sicilia degli anni 60, facendoci riscoprire la suggestiva bellezza di una piccola città come Noto attraverso una carrellata di personaggi che saranno croce e delizia di una storia che nasconde torbide relazioni e affronta tematiche vicine ai nostri giorni come la corruzione e l’usura.
Scipione Macchiavelli è un protagonista agli inizi di un processo evolutivo, lo troviamo al suo primo vero incarico da commissario che lo porterà ad occuparsi di un omicidio e nonostante la sua giovane età, cercherà di nascondere quella fragilità interiore che a volte lo limita, ma al contempo dovrà dimostrare tutto il suo carisma prendendo in mano le redini del caso.
Per una città che lascia, una provincia che trova, per un amore che forse non sente più, un altro che riesce a far breccia nel suo cuore.
Cosa attenderà il buon Macchiavelli? Lo scopriremo molto presto!


