A meritare il sonno
In un paese dell’entroterra siciliano, Licodia, sullo sfondo di un dopoguerra carico di ferite mai rimarginate, si consuma un furto sacrilego: il pugnale d’argento che trafigge il cuore della Madonna Addolorata scompare nel buio di una notte di Quaresima. Un gesto apparentemente inspiegabile, che sconvolge la comunità e fa emergere paure antiche, superstizioni, segreti taciuti e dolori sopiti. Il maresciallo Laterza, uomo di legge prossimo alla pensione, si trova a dover dipanare una matassa intricata fatta di silenzi, mezze verità e drammi umani. In questo giallo rusticano, lo scrittore Filippo Bozzali ci conduce tra volti segnati dalla guerra, passioni trattenute, ipocrisie borghesi e struggenti tensioni etiche, dove la ricerca della giustizia si confonde col bisogno di pace interiore.
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Recensione a cura di Dario Brunetti

A meritare il sonno è il nuovo romanzo di Filippo Bozzali uscito per la casa editrice Aurea Nox.

Il testo è a metà tra un giallo e un noir ambientato nel secondo dopoguerra e precisamente a Licodia Eubea, paese natio dell’autore.

Nella notte di Quaresima si consuma l’inspiegabile furto del pugnale d’argento che trafigge il cuore della Madonna Addolorata e l’evento sconvolge il piccolo paese di Licodia e rievoca nella stessa popolazione paure ancestrali e segreti taciuti per molto tempo.

Il maresciallo Laterza è vicino ad andare in pensione e presto si troverà a sbrogliare un mistero ancora più inaspettato per la stessa comunità. Dopo pochi giorni il pugnale verrà rinvenuto nel corpo di padre Rosario, colpito a morte dal suo feroce assassino.

L’intera comunità di Licodia si era appena ripresa dalle ferite del conflitto che ha lasciato profonde cicatrici tra gli abitanti che portano con loro il peso di un passato che torna incessante a farsi a sentire.

Bozzali ha costruito un romanzo corale dando voce a un’intera comunità di paese che si rivelerà la vera protagonista di una storia cupa a tinte fosche.

Sebbene la vicenda sia segnata da un evento specifico che vede il furto del pugnale d’argento, la narrazione offre una pluralità di voci concentrando al meglio l’attenzione sui pensieri e le azioni dei vari personaggi di diverso ceto sociale passando dal contadino alle figure della parrocchia e dai borghesi ai rappresentanti della legge.

L’autore focalizzerà la vita di paese che è quello un po’ della provincia chiusa descrivendone il fenomeno dal punto di vista anche sociologico in cui molto spesso ci troviamo di fronte a piccole realtà di paese culturalmente isolate e dove le azioni dei singoli sono monitorate in maniera costante; in assenza di verità determinata dai fatti che avvengono all’interno dello stesso paese, primeggiano le dicerie o i pettegolezzi che fungono da verità da poter condividere tra gli stessi abitanti.

In questo contesto sociale ci scappa anche il morto del cosiddetto intoccabile ad alimentare i tormenti e le angosce di coloro i quali hanno subito delle ingiustizie.

Quali potrebbero essere i suoi peccati? Non sarà poi così difficile da intuire per il lettore.

Intanto perdiamoci nelle pagine di questo testo scritto con cura e dedizione da Bozzali che mi ha saputo riportare indietro nel tempo, ricordando i grandi della letteratura italiana che hanno raccontato la nostra provincia facendola diventare un microcosmo di relazioni, tradizioni e bellezze offrendo una sana autenticità nelle loro storie.

In questo contesto ci avviciniamo alla Sicilia di Verga che con le sue novelle, ha saputo narrare la vita rurale nella sua forma più vera. Così nascerà il Verismo.

A meritare il sonno è un piccolo viaggio letterario nel dolce ricordo di Verga e De Andrè.

 

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