Oggi Parliamo Con...

Sir Ian Rankin

Ian Rankin, benvenuto su Giallo e Cucina!

1.MaBal – Come scrittore sei  legato al tuo personaggio più noto, John Rebus, di cui ci hai raccontato molto nel corso degli anni, sappiamo che la sua birra preferita è la Deuchars IPA, che ho letto essere anche la tua preferita, com’è questa birra, me la puoi descrivere?

I.R. È una birra di Edimburgo, una birra scura ma non troppo forte. Ha un sapore tradizionale che mi ricorda le mie radici e probabilmente le ricorda anche a Rebus.

  1. MaBal – Ian, quando vai all’estero cosa bevi? Provi le birre locali?

I.R. Quando vado all’estero cerco sempre di bere quello che bevono i locali.  Per esempio, a Venezia potrei bere l’Aperol (intendendo lo spritz n.d.r.), ma non lo berrei a Edimburgo!  Ho una casa per le vacanze in una città costiera chiamata Cromarty, circa 300 chilometri a nord di Edimburgo, e lì c’è un birrificio locale chiamato Cromarty Brewing: sono un grande fan delle loro birre, soprattutto della Rogue Wave.  Ha così tanto gusto!

3.MaBal  – Oltre alla birra, cosa beve Rebus, quali sono le sue abitudini e soprattutto perché beve?

I.R. Rebus non beve cocktail, nemmeno un gin tonic, ma gli piace il whisky (e così al suo creatore).  Gli piacciono i malti isolani aromatizzati alla torba, quindi normalmente beve un Laphroaig o un Caol Ila, ma gli piace anche l’Highland Park, prodotto nell’isola settentrionale di Orkney. Perché beve?  Principalmente per rilassarsi alla fine di una lunga giornata. Ma i bar per lui sono luoghi in cui può fuggire dalle difficoltà del mondo esterno.  Entra in un bar per sfuggire al caos della realtà.

 

4.MaBal – In “Mortal Causes” (non tradotto in italiano n.d.r.), Rebus entra per la prima volta all’Oxford Bar e poi ritorna, diventa il suo pub preferito, Cosa c’è di così speciale in questo posto?

I.R. Quando ero studente a Edimburgo, il ragazzo con cui condividevo l’appartamento lavorava all’Oxford Bar.  All’epoca (gli anni Ottanta) era molto frequentato da giornalisti, politici e agenti di polizia.  Era un periodo in cui stavo pensando di scrivere un romanzo su un agente di polizia.  Quindi l’Oxford Bar era un ottimo posto per fare ricerca!  Potevo fare domande e ottenere risposte.  Ma continuo ad andarci perché è un piccolo bar tradizionale nel centro della città, ma sembra un altro mondo. Ci bevono persone interessanti. Non c’è musica né cibo e la televisione non è quasi mai accesa. È un luogo dove si può conversare o sedersi da soli a leggere un giornale senza essere disturbati da nessuno.  Per me questo è il bar perfetto!

5.MaBal –  Il pub è un luogo importante nella vita di Rebus, ma per voi scozzesi cosa significa andare al pub?

I.R. Credo che la nostra cultura stia cambiando. Quando ero giovane (16 o 17 anni) non vedevo l’ora di arrivare a 18 anni – a quel punto potevo entrare in un bar.  Lì ho conosciuto amici e ho persino incontrato mia moglie in un bar!  Ma al giorno d’oggi i giovani non sembrano andare tanto al bar.  Possono andare in un’enoteca o in un posto che vende cibo, oppure possono bere a casa e poi uscire per passare la notte in un locale notturno/discoteca.  Non frequentano molto i bar tradizionali.  Vogliono più intrattenimento di quello che un bar tradizionale può offrire.  Ma agli scozzesi piace bere!  Abbiamo inventato il whisky!  E molti dei nostri bar a Edimburgo sono luoghi di grande storia con interni magnifici, oppure sono luoghi in cui hanno bevuto scrittori e artisti famosi, o sono luoghi in cui si può ascoltare musica folk tradizionale.  Mi piace accompagnare i visitatori in alcuni di questi bar: il Sandy Bells, l’Abbotsford, il Bow Bar, il Jolly Judge…

  1. MaBal – Rebus è invecchiato, è in pensione, ha qualche problema di salute ma continua a bere, meno di prima, ma non riesce a smettere completamente, hai mai pensato di dare una svolta salutistica al tuo personaggio?

I.R. Beh, ora è più in salute rispetto ai libri precedenti.  Ha smesso di fumare (per motivi medici), ha un cane e lo porta a fare lunghe passeggiate.  Ma sì, sta invecchiando e tutti noi, invecchiando, abbiamo più problemi di salute.  Il problema di Rebus è che è testardo.  Se qualcuno gli dice: “Dovresti perdere un po’ di peso”, lui mangia di più, per fare un dispetto a quella persona!

  1. ManBal – Ian, sei in libreria con il ventiquattresimo libro su John Rebus, “A heart full of headstones” (Un cuore pieno di lapidi, libera traduzione) che non è ancora stato tradotto in italiano, cosa puoi dirci di questa storia? È prevista una traduzione italiana?

I.R. È sicuramente prevista una traduzione in italiano, speriamo tra non troppo tempo. Si tratta di un libro interessante, che riguarda il modo in cui le forze di polizia del Regno Unito sono cambiate dagli esordi di Rebus. Esamina la corruzione della polizia che si è verificata in passato, ma si chiede anche di che tipo di agenti di polizia abbiamo bisogno e vogliamo nel 2023.

  1. ManBal – Per il nostro sito “Giallo e Cucina” è d’obbligo chiederti se hai un piatto/cibo preferito e la stessa domanda te la faccio anche per John Rebus?

I.R. Rebus sceglierebbe qualcosa di semplice come “fish and chips” (pesce e patatine).  O forse il tradizionale piatto scozzese haggis (che è delizioso – dovreste provarlo – ma non chiedetemi quali ingredienti contiene, soprattutto se siete schizzinosi).  Per me la domanda è più difficile: dipende dal mio umore e dal luogo in cui mi trovo.  Una pasta o degli gnocchi con un buon pesto e del parmigiano fresco, mangiati all’aperto sotto il sole italiano. O magari un succulento pezzo di manzo con un ottimo vino rosso, Bordeaux, in un ristorante di Parigi.  Oppure tzatziki e pitta bread sul lungomare di un’isola greca.  Sono anche un grande fan del porridge (avena cotta nel latte o nell’acqua n.d.r.). È una colazione tradizionale scozzese e la mangio ogni mattina, di solito con qualche frutto di bosco (lamponi, mirtilli, fragole).

 

Ian, grazie per aver risposto alle mie domande. Cheers! Salute!

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