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Maurizio Foddai

Incontriamo nella sua Torino lo scrittore Maurizio Foddai. Ecco come si racconta nell’intervista rilasciata a Alessandro Noseda.

Ciao Maurizio e grazie del tuo tempo. Ci racconti chi sei e perché leggi e scrivi?

Sono un architetto che si occupa di urbanistica. In giovane età, per qualche anno, ho frequentato anche il mondo del teatro, recitando con alcune compagnie. Mi è sempre piaciuto inventare e raccontare storie. Per questo scrivo.

Conosci il nostro Blog? Come mai hai accettato d’incontrarci?

Ho incominciato a seguirlo da poco e mi ha colpito l’associazione fra le due cose.

Come è nato il tuo racconto?  

Il progetto di un romanzo scaturisce all’improvviso da un pensiero, da una sensazione, da un’immagine. Una specie di elemento primordiale che esplode come in un Big Bang.

Dove scrivi? Hai un luogo preferito? Block notes o p.c.?

Scrivo ovunque riesca ad astrarmi da quanto mi circonda e a raggiungere un duraturo stato di concentrazione. Viaggio molto fra casa e lavoro e, per quanto possa apparire strano, il treno mi concilia l’attività della scrittura. La prima stesura è rigorosamente su carta. Poi riscrivo tutto sul computer e apporto le prime correzioni.

Quanto rubi alla realtà e quanto è frutto invece della tua fervida fantasia?

Le mie storie sono tutte di fantasia. Ma personaggi e situazioni si ispirano alla realtà.

Segui una rigida scaletta o ti fai condurre a braccetto dai personaggi nello sviluppo della trama?

Il più delle volte, quando inizio a scrivere un romanzo, non ho la più pallida idea di come andrà a finire. Sì, direi che mi faccio guidare dalla storia. Dopo un po’, i personaggi agiscono e reagiscono in modo quasi spontaneo, come se fossero vivi e reali.

Quale è stata la maggiore difficoltà incontrata nella stesura?

Be’, la difficoltà maggiore, secondo me, è quella di ottenere un sufficiente distacco dal romanzo, in modo da poterlo vedere con occhi diversi, critici, e poterlo correggere e modificare in modo efficace.

E del rapporto con Editor ed Editore cosa ci puoi raccontare?

Diciamo che tendo ad affidarmi al parere e ai suggerimenti dell’editor, proprio per le ragioni che dicevo prima. proprio per le ragioni che dicevo prima.

Ami alla pari tutti i tuoi libri o hai figli prediletti?

Il figlio prediletto è sempre il prossimo.

Altri progetti in divenire?

Sì, ho alcuni progetti, ai quali mi sto dedicando, purtroppo non con la continuità che vorrei.

Che tipo di lettore sei?

Sono un lettore esigente. Leggo un po’ di tutto, tranne il genere sentimentale o fantasy. In ogni caso, un libro mi deve catturare già dalle primissime pagine. Altrimenti lo pianto lì. Non ho la pazienza di aspettare che la storia “carburi”.

Un consiglio ad un esordiente che abbia la propria storia nel cassetto e non abbia ancora trovato un Editore disposto a pubblicarla?

Rileggerla con uno sguardo ferocemente critico e non stancarsi di migliorarla. Non accontentarsi mai e crederci sempre.

Quando non scrivi come ami occupare il tuo tempo?

Faccio un lavoro impegnativo e, dedicandomi alla scrittura, non mi rimane tanto tempo libero. Comunque, sono appassionato di cinema e mi piace andare a teatro. Ah, sì. Gioco a tennistavolo.

Grazie per l’intervista. Come consuetudine ti  preghiamo di lasciarci con una ricetta e una citazione!

Una ricetta per un piatto che ogni tanto cucino. L’ho intitolata “Maiale all’Antica Roma“. Si prende la lonza del maiale e la si fa rosolare in un soffritto di cipolla e sedano, con aggiunta di sale e qualche spezia. Poi, quando è rosolata, la si ricopre con due mele tagliate a fette, chicchi di uva rossa a piacere, uvetta, ginepro, chiodi di garofano, grani di pepe bianco e nero, chicchi di melograno. Si innaffia il tutto con tre bicchieri di Porto rosso e si fa cuocere in forno per un’ora e mezza circa. Il giorno dopo è ancora più buono.

La mia citazione è un’autocitazione: Conoscere i propri limiti aiuta a misurare meglio i propri pregi

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