Oggi Parliamo Con...

Massimo Carlotto

Oggi raccontare l'universo femminile è molto più interessante di quello maschile, perché le donne sono le uniche che hanno un senso del futuro.

Oggi parliamo con Massimo Carlotto – Intervista di Manuela Baldi

Benvenuto su Giallo e Cucina, Massimo!

Massimo Carlotto, è uno scrittore, sceneggiatore, drammaturgo, giornalista, saggista e fumettista. Ha esordito nel 1995 con “Il fuggiasco” E/O editore. Esponente di spicco del genere noir italiano, ha dato vita alla serie di romanzi con protagonista l’Alligatore. Ha scritto numerosi altri libri e racconti e curato gli adattamenti teatrali e cinematografici di alcuni suoi lavori. È coautore di diverse graphic-novel.

1.MaBal – Iniziamo con il romanzo uscito da poco (10 aprile 2024) Trudy per Einaudi. Per quanto ho capito del tuo libro e sai quanto mi abbia colpita, perché te l’ho scritto subito, appena finito di leggere, questa volta descrivi fatti e persone che si trovano in una zona d’ombra, che ormai è diventata preponderante, ci avvolge e non ce ne rendiamo nemmeno conto. Da dove sei partito per raccontarci questa storia?

M.C. Questo è un romanzo che parte dal 2008, c’è la mia curiosità rispetto al mondo della sicurezza nata nel 2008 con quel fatto di cronaca che accenno nel prologo. La mia curiosità nasce da quello. Il protagonista è un investigatore privato che nel suo sito prometteva di poter reperire informazioni in ambienti ostili e io mi sono chiesto come potesse fare a reperire  informazioni, da lì è nata la curiosità per un mondo che è cresciuto a dismisura nella nostra società senza che nessuno se ne accorgesse. E quindi è molto interessante vedere la relazione fra sogno di sicurezza e società.

2. MaBal – In Trudy ci sono evidenti riferimenti all’attualità, in molti dei tuoi libri, in effetti, hai raccontato di fatti che si sono poi puntualmente avverati, la vita reale quindi è molto più avanti dei romanzi?

M.C. Io credo che abbia più senso parlare di ruolo anticipatore del noir. Il fatto che gli scrittori noir osservano in maniera ossessiva la realtà e la frugano continuamente, li porta ad avere spesso delle intuizioni. E queste intuizioni poi si avverano. A me è capitato spesso nella mia carriera, con i miei romanzi, anche con la sofisticazione alimentare p.es. con tante cose che sono diventate reali dal punto di vista dell’opinione pubblica anche anni dopo. E questo è un ruolo, io lo chiamo un ruolo anticipatore, perché di fatto questa osservazione
continua, puntuale della realtà, ti porta veramente a capire determinati meccanismi, e anche anticiparli.

3. MaBal – Trudy inizialmente sembra una ragazza che ha fatto il salto di qualità (meglio dire di quantità), sposando il commercialista, in realtà è molto più intelligente di quello che sembra. In generale le donne che racconti e mi sento di poter dire che succede da un po’ di tempo, sono meglio dei maschi, perfino nel crimine. Che tipo è Trudy?

M.C. Trudy è una donna arguta e intelligente che è vissuta in un ambiente che le ha fornito pochi strumenti per comprendere il mondo e il suo salto di qualità, che poi è un salto nel vuoto è il matrimonio. Secondo me è molto interessante analizzare cosa sia il matrimonio per determinate tipo di persone. Lei fa questo salto nel vuoto e capisce che deve sopravvivere, non per sopravvivere tanto a se stessa ma anche per costruirsi un percorso di una vita degna e mi è piaciuta molto questa parte di Trudi. È un personaggio che amo molto e poi devo dire che in generale oggi raccontare l’universo femminile è molto più interessante di quello maschile, perché le donne sono le uniche che hanno un senso del futuro. È vero che l’universo femminile ha un senso del futuro che è molto diverso da quello maschile. E nei momenti cui la società va in
crisi, come questa, è una cosa, secondo me, interessante da raccontare da un punto di vista letterario e anche da un punto di vista sociale.

4. MaBal – Massimo, in Trudy ho notato che manca la musica, che invece è tratto distintivo di altri tuoi libri. Credo sia voluto, perché per accompagnare i fatti che descrivi non c’è musica. È così?

M.C. Non sono personaggi che ascoltano la musica se non distrattamente nessuno di loro va ai concerti che le show di loro, c’è solo una scena dove il Dottore sale in macchina e sintonizza la radio su un canale che trasmette musica italiana anni ’80, adatta a un personaggio di questo tipo.

5. MaBal – Hai iniziato un giro di presentazioni molto pieno, ti ho visto all’inizio di questo e posso dire che eri emozionato e in qualche modo mi sono stupita, dopo tutti questi anni ancora ti emozioni?

M.C. Mi emoziono sempre, trovare i lettori, entrare in libreria per me è importante, sono tutti momenti importanti mi fanno molto piacere e l’emozione c’è sempre. Ho fatto qualche centinaio di presentazioni ma l’emozione c’è sempre, se diventa routine è meglio smettere di fare presentazioni.

6.MaBal – Assieme a Patrick Fogli hai dato vita agli Stati Generali dell’Immaginazione, per ragionare a 360° sul mondo delle storie, di chi le scrive, le pubblica, le mette in scena, le filma, le disegna. seguiti poi dagli Stati Generali del Genere. Cosa mi puoi dire di queste due giornate?

M.C. Sono state due giornate straordinarie, per la prima volta in assoluto un paio di scrittori hanno deciso di incontrarsi con i lettori, con i librai con i bibliotecari e discutere, senza streaming, lontani dalla mentalità dei social, confrontarsi sui vari temi che riguardano l’immaginazione, il genere, l’ editoria. L’abbiamo rifatto a Ferrara all’interno del Festival delle Parole, e questo è importante, è un percorso necessario. Ieri lo abbiamo fatto con un lungo dibattito su cosa bisogna raccontare oggi ai lettori, noi crediamo molto in questo percorso perché sia l’immaginazione che il genere hanno bisogno di un nuovo ragionamento e di un profondo rinnovamento.

7. MaBal – Mi interessa approfondire con te la situazione del noir/giallo in Italia. Hai dichiarato più volte che il genere deve evolversi, che chi scrive deve osare, trovare altre strade. Per quanto mi riguarda faccio un po’ fatica, mi sembra spesso di leggere le stesse storie. Ho la sensazione che troppi scrivano pensando alla TV, alle fiction. Per citare un Maestro: Loriano Macchiavelli ha detto che la situazione del noir in Italia è asfittica. Tu come vedi la situazione?

M.C. Il noir, in generale la letteratura di genere, deve raccontare l’evoluzione della società, oggi succede che noi raccontiamo sempre lo stesso romanzo, come se fosse un Paese bloccato a 10 – 15 anni fa. Noi abbiamo il dovere di raccontare la relazione tra crimine e società, usarla come lente di ingrandimento per raccontare tutto quello che ci sta intorno. Se non lo facciamo stiamo sbagliando profondamente, secondo me è anche sbagliato nei confronti dei lettori che hanno diritto a un altro tipo di letteratura di genere. I lettori forti fanno tutti lo stesso ragionamento, sono stufi di leggere sempre le stesse cose, anche perché questo è un problema delle case editrici, che dicono questo è un tipo di romanzo che funziona per cui gli autori sono portati dalle case editrici a scrivere sempre le stesse cose. Noi siamo contrari e infatti scriviamo in maniera diversa e dobbiamo continuiamo a farlo. Per questo dobbiamo ragionare e bisogna iniziare a incontrarsi perché alcune cose vanno cambiate ma soprattutto, secondo noi, bisogna distinguere adesso fra quelli che scrivono sempre lo stesso romanzo e invece chi pensa che il romanzo debba essere qualcosa di diverso e cominci ad esplorare territori diversi.

8.MaBal – Hai fatto delle incursioni nelle graphic novel, che per quanto mi riguarda sono perfettamente riuscite. Che tipo di difficoltà ci sono nel trasporre una storia scritta in una storia narrata per immagini?

M.C. Difficoltà enormi, tanto che io scrivo la storia e poi ho sempre bisogno di uno sceneggiatore o fumettista-sceneggiatore, come nel caso di Giuseppe Palumbo o personaggi importanti, come Pasquale Ruju che è un grande sceneggiatore, per me la difficoltà è enorme, riesco a scrivere la storia che mi interessa che venga fuori, riesco a scriverla per il formato graphic novel, però la sceneggiatura la lascio sempre ad altri, non fa parte della mia sensibilità. Mi piace moltissimo come oggetto, sono un divoratore di graphic novel e mi piace molto lavorare con loro perché imparo sempre tantissimo. Le tavole che vengono prodotte sono bellissime solo che in Italia il mercato è complicato anche dal punto di vista dell’editore, ci vuole molto tempo per realizzare una graphic novel.

9. MaBal – Per scrivere un libro o un racconto, parti dai personaggi o dalle storie?

M.C. Dalle storie e poi vado a caccia dei personaggi, è questo il motivo che mi ha portato a scrivere in trent’anni nove romanzi con protagonista l’Alligatore.

10. MaBal – Non mi odiare ma ti ho confessato più di una volta la mia passione per Marco Buratti (l’Alligatore) e la domanda te la devo proprio fare: torna?

M.C. Sì, nel 2025, torna con il decimo romanzo e compie trent’anni.

11. MaBal – Massimo, riesci ad andare in libreria, intendo non per lavoro? Che tipo di libri leggi? Hai un criterio nelle scelte?

M.C. Sono un lettore che non resiste ai suggerimenti dei librai, sono una vittima dei librai. Se io vado in libreria per comprare un libro e il libraio mi chiede: ” ma questo lo hai letto? Guarda che è bello!” Io non non resisto, lo compro.

12. MaBal – Per il nostro blog “Giallo e Cucina” è d’obbligo chiederti se hai un piatto/cibo preferito? Mi risulta che ti piace cucinare, è vero?

M.C. Sì è vero, mi piace cucinare. La lista dei cibi che mi piacciono è lunga. Sto pensando a primi, secondi, antipasti, dolci. Vado letteralmente fuori di testa, è molto morettiana, però è vero, per il Mont blanc. In generale tutto quello che riguarda le castagne: la tacchinella farcita con le castagne, i marron glacèes. In generale mi piacciono i primi, però sono un mangione e mangio di tutto.

Massimo Carlotto è stato un piacere e ti ringrazio con tutto il cuore!

foto: mia

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