Ti suggerisco un film (tra un libro e l’altro) – Il seme dell’uomo (1969)

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Il seme dell’uomo (1969)

Regia di Marco Ferreri. Con Anne Wiazemsky e Marco Margine.

In un autogrill due ragazzi, Cino e Dora, stanno facendo una pausa durante il lungo viaggio verso casa. Una volta partiti attraversano una lunga galleria e si ritrovano sopravvissuti ad un’ignota catastrofe. I due si insediano in una casa abbandonata in riva al mare e tentano di sopravvivere e di conservare reperti della civiltà umana. Ciro vorrebbe ripopolare il pianeta, ma Dora è ancora vergine e non sembra interessata a fare sesso.

La fine del mondo secondo Ferreri. Il regista utilizza il tema apocalittico per isolare i due protagonisti su una spiaggia dove poterli osservare come cavie. Da qui il tempo del racconto si congela, senza farci capire quanti giorni, ore, minuti stiano passando. Tutto è sospeso in un limbo solitario, dove solo raramente i due vengono raggiunti da terze persone, tutte pericolose per il loro equilibrio interno.

Il film riflette sulla nostra società (malata e autodistruttiva) mostrandocela come il passato, qualcosa da esaminare con distacco, come una società antica. A questo servono le reliquie raggruppate da Cino nel suo museo dell’umanità. Egli è strettamente legato a quel mondo ormai passato e cerca di riproporre quelle regole, quei meccanismi, nonostante quel mondo non esista più. Dora invece cerca di dimenticare; non si sente legata al passato ma guarda al futuro, ed essendo un futuro incerto, invece di disperare, si gode la libertà di non avere una struttura sociale a cui fare riferimento. Anche il sesso e la procreazione, importanti per far progredire la specie, viene da lei vista non più come un obbligo. Il regista mostra spesso l’amore come sopraffazione nei suoi film, ed anche qui sarà lo stesso: Cino metterà incinta Dora dopo averla sedata, non solo per il suo desiderio, ma perché dal suo punto di vista era la cosa giusta da fare. E appena lei lo scoprirà non potrà fare altro che scoppiare in un pianto disperato per aver perso la sua libertà a causa dell’egoismo del suo uomo e dell’umanità intera.

Curiosità: “Nei titoli di testa sono citati solo gli interpreti principali e, per i ruoli secondari, solo le attrici. I ruoli secondari maschili vennero tutti ricoperti da attori non professionisti, prestati al cinema per l’occasione. Il maggiore elicotterista, che riporta il filmato del Vaticano distrutto, è Mario Vulpiani, direttore della fotografia del film. Gli altri interpreti sono Adriano Aprà, storico e critico cinematografico, Vittorio Armentano, regista, Gioia Benelli, aspirante regista qui annunciatrice nell’Autogrill, Sergio Giussani, produttore e cassiere del film, Mario Bagnato, l’assistente operatore, e Luciano Odorisio, l’aiuto regista.” (Wikipedia)

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