Ti suggerisco un film (tra un libro e l’altro) – Il Minestrone

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Il minestrone (1981) di Sergio Citti a cura di Emanuele Marchetto.

Diretto da Sergio Citti e interpretato, tra gli altri, da Roberto Benigni, Ninetto Davoli, Franco Citti e Giorgio Gaber.
Presentato in gara alla 31ma edizione del Festival internazionale del cinema di Berlino.
In questi giorni mi sono rivisto Il minestrone(1981) di Sergio Citti: non me lo ricordavo cosi bello. Dura circa tre ore diviso in tre puntate(perché è un prodotto televisivo), ma non si sentono per nulla.

Il film racconta l’odissea di vari personaggi(i tre principali sono Benigni, Ninetto Davori e Franco Citti) affamati e in cerca di cibo. Una parabola sull’istinto primario del mangiare, che nella società moderna non è più un diritto ma un privilegio.

Il film parte in una periferia romana, dove vediamo un cane che fruga nell’immondizia: arrivano i primi due protagonisti(Ninetto Davoli e Franco Citti) che cacciano il cane e iniziano a frugare loro. Non trovano niente. Il cane riappare con una salciccia in bocca e loro lo rincorrono e lo raggiungono, rubandogli la salcciccia, ma proprio in quel momento arrivano i macellai che li inseguono brandendo coltellacci e mannaie. I due, dopo la fuga e sconsolati si fermano in mezzo alla strada a guardare il cieloe tante piccole lucine colorate dovute alle vertigini per la fame. Le persone, vedendo i due guardare in alto ed indicare il cielo, si raggruppano in torno a loro, pensando ci sia qualcosa da vedere. I due verranno arrestati per disturbo della quiete pubblica e in cella incontreranno il Maestro(interpretato da Benigni), un accattone specializzato nelle fughe da ristoranti, trattorie e tavole calde della capitale dopo essersi rimpinzato senza pagare.
Questo è a grandi linee l’incipit, giusto per far capire il tono scanzonato, grottesco e poetico che verrà mantenuto per l’intera durata del film.

La pellicola è ricchissima di trovate e di riferimenti letterari. La struttura narrativa è quella di un racconto picaresco; un viaggio a tappe che trascina il piccolo gruppo di poveracci(che durante il viaggio si allargherà) attraverso un’Italia surreale e crudele. Tra i molti riferimenti letterari, spiccano quelli relativi al Pinocchio di Collodi, in particolare nell’episodio dei cacciatori toscani(uno dei due interpretato da Carlo Monni) che sparano a tutto ciò che si muove.
Oltre al vastissimo cast di attori (Fabio Traversa, Daria Nicolodi, Carlo Monni, Giorgio Gaber, ecc…), il film può vantare un impressionante cast tecnico:

Scenografie di Dante Ferretti; fotografia di Dante Spinotti; musiche Di Nicola Piovani; montaggio di Nino Baragli; costumi di Mario Ambrosino.

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