Data di uscita: 17 giugno 2026
Genere: Commedia, Drammatico, Thriller
Anno: 2025
Paese: USA
Durata: 105 minuti
Distribuzione: Lucky Red
Regia: John Patton Ford
Attori: Glen Powell, Margaret Qualley, Jessica Henwick, Bill Camp, Zach Woods, Topher Grase, Ed Harris, James Frecheville, Sean Cameron Michael, Nell Williams, Robert Hobbs, joe Vaz, Andre Jacobs, Loulou Taylor, Motsi Tekateka, Martin Munro
Sceneggiatura: John Patton Ford
Fotografia: Todd Banhazi
Montaggio: Harrison Atkins
Becket Redfellow è figlio della rampolla di una famiglia ricchissima, la quale a 18 anni è stata ripudiata per non aver abortito dopo una relazione con un musicista. Lo strumentista muore e anche la donna subisce la stessa sorte quando Becket è ancora bambino: da lì comincia per lui un’odissea fra famiglie affidatarie cui sopravvive aggrappandosi alla frase che la madre gli ripeteva come un mantra, ovvero “Promettimi che non ti arrenderai finché non avrai la vita giusta, la vita che ti meriti”. Infatti il bisnonno del ragazzo aveva stabilito ufficialmente che nessun componente della famiglia Redfellow avrebbe potuto perdere il diritto alla sua eredità, a patto che morissero prima di lui tutti gli eredi che lo precedevano nella linea di successione. E Becket dovrà decidere se e come fare fuori tutti i consanguinei che stanno ancora fra lui e la sua legittima “fetta di torta”.
Ricchi…da morire è il remake di una commedia noir del 1949 dal titolo Sangue Blu, a sua volta basata sul romanzo di inizio Novecento dal titolo “Israel Rank: The Autobiography of a Criminal” di Roy Hornimon.
Sangue blu rimane una pellicola memorabile soprattutto perché Alec Guinness interpretava i ruoli di tutti i parenti che il protagonista doveva uccidere per assicurarsi l’eredità. Il film inglese è un vero gioiellino della cinematografia, ricco di dialoghi assolutamente memorabili e ad alto tasso di british Humor che lo rendono un prodotto di qualità. Ve ne consiglio vivamente la visione (ora disponibile sulla piattaforma Prime Video).
Rispetto all’originale sono immancabili alcune trasformazioni. La prima è l’ambientazione, qui siamo in America, la famiglia è facoltosa e i suoi membri vivono da nababbi, dedicandosi agli hobby più estrosi, ma non sono di origine aristocratica. La trama è stata attualizzata, rispettandone comunque i punti salienti.
Mi è piaciuta molto l’interpretazione di Glen Powell (1988), l’attore americano sta scodellando film e serie davvero molto interessanti. Per la sua carriera questo è sicuramente è un ottimo periodo ( ricordiamo ad esempio, Top Gun :Maverich e la serie Chad Powers). Rimarchevoli anche le interpretazioni di Ed Harris nel ruolo del terribile Whitelaw Redfellow, e delle due splendide interpreti femminili: Jessica Henwick (la ricordiamo sicuramente nel Trono di Spade e Star Wars: il risveglio della Forza, seguito nel 2022 da The Gray Man con Chris Evans e Ryan Gosling) e Margaret Qualley, figlia d’arte ( sua madre è Andie MacDowell), ex modella, ora attrice emergente che ha raggiunto la fama con la serie HBO The Leftovers – Svaniti nel nulla.
Il protagonista è un personaggio molto interessante, non è sicuramente un eroe, rimasto ai margini della società che non gli riconosce ciò che gli spetta, vive la sua vita ricalcando ruoli che gli sono affibbiati da figure femminili molto forti e determinate.
In primis la madre prima che lo istruisce con un’educazione raffinata ed erudita. La donna gli inculca valori come la ricerca di affermazione e il raggiungimento di quel posto che gli spetta nella famiglia d’origine che l’aveva rinnegata a causa di una gravidanza non gradita. La mamma è sempre la mamma dopotutto!
Successivamente rimane vittima di un’altra donna astuta e scaltra, l’amore croce e delizia del genere umano, che riuscirà a manipolarlo fino ad ottenere ciò che vuole.
Becket è un assassino a cui si è tentati di riconoscere una giustificazione, delle attenuanti per i suoi crimini, quasi come se fossero i membri della famiglia i veri colpevoli e a lui non rimane altra via da percorrere, una mission che persegue quasi in modo involontario.


