Recensione a cura di Dario Brunetti
Per la rubrica Alla ricerca del libro perduto, la scelta si è focalizzata su un’opera molto particolare scritta dall’autore Stefan Aus dem Siepen nato a Essen nel 1964. Si tratta delLa fune uscito in Italia per Neri Pozza nel 2013.
Stefan Aus Dem Siepen si contraddistingue per la sua prosa raffinata ed elegante e riesce a esplorare dinamiche complesse. In questo testo può un oggetto quasi insignificante diventare l’ossessione degli abitanti di un villaggio?
Il contadino Bernhardt è un uomo metodico e ogni notte vuole accertarsi che sua figlia Elizabeth si sia addormentata e che la moglie Agnes abbia spento la lampada a petrolio. Decide come consuetudine di uscire e di fumarsi la sua pipa e di pensare a suo padre, ma all’improvviso viene interrotto da qualcosa di insolito, l’uomo nota tra l’erba, una fune intrecciata e molto spessa che sembra scomparire nel cuore della notte. La curiosità spinge Bernhardt a vedere dove può portare la fune, la cui lunghezza sembra interminabile, ma l’oscurità non determina e ne favorisce il buon esito delle ricerche e così decide di rimandare al giorno seguente.
Infatti il giorno dopo riprendono le ricerche tra i boschi da parte dello stesso Bernhardt ma non sembrano avere sviluppi positivi, in quanto non riesce a trovare l’altro capo della fune. Il risultato infruttuoso di Bernhardt porta gli altri uomini del villaggio a lasciare le loro famiglie e ad abbandonare il lavoro dei campi e il raccolto per addentrarsi nei boschi e voler scoprire dove porta la misteriosa fune.
Sembra un gioco per ragazzi, ma la curiosità porterà a qualcosa di tremendamente ossessivo per trasformarsi in un’esperienza dai risvolti inquietanti.
Il romanzo è ambientato in un villaggio in cui regna la quiete abitato da contadini che vivono a contatto con la natura e del lavoro agricolo. Le loro case sono modeste e semplici, con tetti di paglia e con delle imposte che vengono accuratamente serrate per proteggersi dai lupi.
Basta davvero una fune a sconvolgere la tranquillità degli abitanti del villaggio? Donne e bambini resteranno nelle loro case in attesa che gli uomini rientrino mentre andranno alla ricerca di qualcosa di indefinito; i giorni passeranno inesorabili e gli uomini saranno sempre più stremati dalla fame e si dovranno difendere dall’attacco dei lupi pronti a tendere loro un agguato.
La fune diventa la protagonista indesiderata del romanzo, un oggetto insignificante che riesce a destabilizzare l’ambiente di un tranquillo villaggio. Un piccolo elemento che avrà l’assoluto controllo della situazione.
Stefan Aus dem Siepen costruisce una storia geniale che si basa sul potere del controllo della mente umana che porta dall’ossessione al delirio e che costringe a pagare un prezzo molto alto.
Un testo che impone una struttura rigorosa in cui viene attuata (ricordando Lewis Carroll) “la logica del non senso”; non vi è l’assoluta mancanza di logica, ma l’applicazione della stessa in contesti immaginari. L’autore attraverso la sua tecnica narrativa mescola il reale con l’irreale.
Nella storia si instaura un meccanismo psicologico che trasforma la ricerca di un valore insignificante in una trappola cognitiva rendendo l’obbiettivo prefissato irraggiungibile. Sarà davvero così per gli abitanti del villaggio, quale sarà il vero prezzo da pagare? A cosa porterà il loro sforzo? Quale sarà l’esito finale della storia?
Dal romanzo di Stefan Aus dem Siepen è stata tratta nel 2021 la miniserie televisiva francese dal titolo Le corde.

Dettagli prodotto
- Editore : Neri Pozza
- Data di pubblicazione : 13 giugno 2013
- Lingua : Italiano
- Lunghezza stampa : 156 pagine
- ISBN-10 : 8854507016
- ISBN-13 : 978-8854507012
- Peso articolo : 240 g
- Dimensioni : 21.8 x 1.8 x 14.1 cm

