Data di uscita: 30 aprile 2025
Genere: Thriller, drammatico, spionaggio
Anno: 2025
Paese: USA
Durata: 93 minuti
Distribuzione: Universal Pictures
Regia: Steven Soderbergh
Attori: Michael Fassbender (George Woodhouse), Cate Blanchett (Kathryn St. Jean), Gustaf Skarsgard (Philip Meacham), Tom Burke (Freddie Smalls), Marisa Abela (Clarissa Dubose), Kae Alexander (Anna Ko)
Sceneggiatura: David Koepp
Fotografia: Steven Soderbergh
Montaggio: Steven Soderbergh
Musiche: David Holmes
Londra. L’agente segreto George Woodhouse deve svolgere una delicata missione; il suo superiore Meacham gli ha dato infatti una settimana di tempo per indagare sulla fuga di notizie di un software top-secret dal nome in codice Severus. Tra i cinque agenti del SIS sospettati, c’è anche sua moglie Kathryn. Così, per smascherare il traditore, invita gli altri quattro a cena a casa sua: Clarissa, specialista in immagini satellitari, il suo compagno e superiore Freddie, la psichiatra dell’agenzia Joe e il suo fidanzato James, anche lui agente segreto. Droga poi il cibo per abbassare le loro inibizioni. Quella stessa sera Meacham muore per un attacco cardiaco e i sospetti di George su sua moglie aumentano quando trova un biglietto del cinema nella spazzatura. Ma Kathryn è colpevole o la posta in gioco è ancora più alta? L’uomo si trova così diviso tra l’amore per lei e il dovere nei confronti del proprio paese.
Il prolifico regista statunitense Steven Soderbergh,(14 gennaio 1963) esordì nel 1989 con Sesso, bugie e videotape (Palma d’Oro al festival di Cannes) firma con Black Bag il suo 35esimo film.
Nel 2025 lo troviamo nelle sale cinematografiche con ben due film, completamente differenti uno dall’altro. Presence che arriverà a luglio in Italia, genere horror e Black Bag, intrigante film di spionaggio che mostra un cast davvero speciale. Michael Fassbender veste i panni di George Woodhouse in coppia con un’affascinante Cate Blanchett, Kathryn, moglie amatissima, per cui farebbe ogni cosa, Naomi Harris, psichiatra dell’agenzia con qualche problema di etica professionale, il suo fidanzato James, anch’egli agente segreto, interpretato da Regé-Jean Page e Clarissa, interpretata da Marisa Abela, specialista in immagini satellitari. Un omaggio a 007 con la presenza di Pierce Brosnan, ma non bisogna farsi ingannare, la pellicola è quanto più lontana dal personaggio di James Bond.
Siamo a Londra, tutti i protagonisti sono impiegati a vari livelli nelle sezioni del Servizio Britannico e risulteranno a vari livelli coinvolti in una intricata cospirazione che potrebbe alterare in modo irreversibile l’assetto politico mondiale. A George, integerrimo e freddo agente, viene dato l’incarico poco felice di trovare la talpa, il traditore all’interno dell’Agenzia. Tra i sospettati però anche l’amata moglie Kathryn, che viene intercettata in uno scambio che appare poco trasparente. George si trova in una posizione davvero complessa, non deve fare trasparire nulla ai colleghi dei suoi sentimenti e dei suoi sospetti.
Fassbender che aveva già dato prova delle sue abilità interpretative in un ruolo simile nella serie The Agency del 2024, aveva lavorato con Soderbergh (Knockout – Resa dei conti del 2011), qui è in stato di grazia assoluta, regge ottimamente il suo ruolo e porta lo spettatore in un gioco di specchi fatto di dubbi e incrollabile fiducia verso uno dei sentimenti più controversi quale è l’amore.
Black Bag non è un film d’azione, pochissime scene girate in esterno, la trama si svolge prettamente nella casa dei Whoodhouse, in camera da letto, nella sala da pranzo e l’Agenzia. Il film richiama gli elementi più cari al regista, che già ne avevano caratterizzato le pellicole precedenti, si può dire che si tratti di una variazione sul tema di Sesso, bugie e videotape. Travestito da film di spionaggio il film in realtà sviscera dei temi profondi come l’amore e la fiducia che sta alla base di questo sentimento. Il regista mette al centro il rapporto di coppia e a mio avviso, lo fa talmente bene che il film avrebbe potuto in realtà parlare di tutt’altro, non solo di segreti governativi.
Ho amato particolarmente le due lunghissime scene a tavola, in cui nessuno si alza dal proprio posto, nonostante a un certo punto il desiderio di fuggire si insinui potentemente negli invitati. Per il regista, queste scene hanno rappresentato una vera sfida, sono state studiate nei minimi particolari sia per l’uso della luce e delle inquadrature.
Il regista in un’intervista riferisce che, durante la stesura di Black Bag, aveva pensato a un altro film, che ammira moltissimo, trovandolo “bellissimo, intelligente e sexy, uno dei miei preferiti di Alfred Hitchcock, ovvero Notorius”.
Black Bag è un film che funziona, e anche molto bene, il sodalizio tra Soderbergh e lo sceneggiatore David Koepp, basato su rispetto reciproco e una modalità di fare cinema simile, si vede, che sommato alla bravura e professionalità messa in campo da tutti gli attori, non poteva che portare a un risultato così funzionale. In soli 93 minuti, lo spettatore non potrà che essere piacevolmente coinvolto da questo film.
“Dove te ne vai?” George Woodhouse (Michael Fassbender) “Black Bag” Kathryn (Cate Blanchett)
