Per la rubrica...

Palato da Detective

#24. BRIGITTE GLASER E LA CUOCA KATHARINA
DA CHEF S’INDAGA MEGLIO

Alzi la mano chi ha il coraggio di negare che gli chef, stellati o meno, telegenici in varia misura, amichevoli o marziali, sono i nuovi divi dei nostri giorni. Dalle loro ipertecnologiche cucine, dagli schermi televisivi o dalle pagine patinate dei rotocalchi dispensano ai comuni mortali imperativi categorici su qualità, quantità e preparazione del nostro cibo quotidiano. La loro parola è legge e noi, in riverente branco, corriamo a farci rapinare nei loro sacri templi.

Sarà per questa ragione che, da qualche anno, gli chef sono diventati protagonisti anche della scena narrativa e cinematografica? L’estensione del fenomeno parrebbe confermare l’ipotesi, almeno per quanto riguarda il genere cosy crime, ovvero il racconto d’indagine che si apre talora al sorriso, senza però trascurare pagine drammatiche della nostra attualità.

Chef di rango infatti, nel doppio ruolo di cuochi e investigatori, affollano da anni il grande e il piccolo schermo. A partire dal cinema, per poi proseguire in televisione, senza contare la narrativa di genere, italiana e internazionale, di cui si è fornito un rapido excursus in un numero precedente (il 9) di questa nostra rubrica.

Una menzione particolare la voglio però dedicare a Brigitte Glaser, persona e autrice accattivante, uno dei fortunati casi in cui la conoscenza dal vivo ha confermato tutte le aspettative che la sua penna mi aveva trasmesso. In un recente incontro, animato da un irresistibile gramelot di tedesco, inglese e francese (la nonna è alsaziana), Brigitte si è rivelata una donna di rara comunicativa e un’autrice di spessore. Anche sociale.

A quanto mi risulta poi, è l’unica – con il nostro Giuseppe Pederiali, – ad aver creato uno chef detective in gonnella, la rossa e procace Katharina Schweitzer, personaggio genuino e di convincente scandaglio psicologico. Pasticciera nell’anima ma chef per ambizione, Katharina lascia la natia Foresta Nera e la modesta osteria-locanda dei genitori, alla conquista del mondo. Dopo una breve parentesi come chef garde-manger (responsabile dei cibi freddi e dei dolci) presso un ristorante stellato del centro di Colonia (Delitto al pepe rosa, 2015), riesce ad aprire il suo Giglio bianco nel quartiere turco della città, dove i clienti mangiano e socializzano a un unico tavolo. Il successo però le presenta un conto molto salato: innumerevoli sconfitte sentimentali e un buon numero di cadaveri.

Se però i fidanzati si dileguano dalla vita di Katharina con indesiderata rapidità, chi resta al suo fianco, quasi una sorta di Watson dei sentimenti, è la sua coinquilina Adela, una ex ostetrica che sembra colmare il vuoto affettivo lasciato dalla madre della nostra cuoca, incline più alle reprimende che alle carezze materne.

Dal Baden, a Colonia, all’Alsazia, nelle otto avventure finora pubblicate in Italia da Emons nella collana Gialli tedeschi, l’irresistibile cuoca guida con polso fermo una variopinta brigata di cucina, mentre si scontra con crimini di varia natura, spesso d’impatto anche sociale e politico: la rivolta ecologista (Morte sotto spirito, 2016), la moria delle api (Miele amaro, 2018), sacche di mal sopito antagonismo franco-tedesco (Crimini al pistacchio, 2020), la violenza machista (Tisana letale, 2021), il cinismo immobiliare (Bomba al gelato, 2023), ma anche la mafia e il terrorismo.

Ci descrive, Katharina, e con accenti poetici, il Baden dove è nata, “un paesaggio di rigogliosa vitalità, [che ricorda] con la pioggia il verde intenso dell’Irlanda e con il sole la Toscana in primavera” e intanto si prova a imitare l’eccelso Deville nell’arte di fabbricare macaron, tutti uguali, di precisione millimetrica. Occorrerebbe una mano da chirurgo, ma la mente di Katharina è in subbuglio, persa a elucubrare su veleni, fori di proiettili, ferite e armi da taglio. A ogni nuova avventura, non manca però di dividere con noi le sue succulente ricette che ci inducono a rivedere i nostri eccessivi pregiudizi sulla qualità della cucina tedesca.

Date un’occhiata a quella che riporto qui e mi darete ragione. Buona lettura, quindi, e buon appetito!

#24. BRIGITTE GLASER E LA CUOCA KATHARINA

L’autrice

BRIGITTE GLASER è nata nella Foresta nera nel 1955 e vive da molti anni a Colonia, dove si occupa di formazione. Oltre alle serie sulla cuoca Katharina Schweitzer e a quella precedente su due detective donne, Glaser ha pubblicato diversi libri per ragazzi.

 

#24. BRIGITTE GLASER E LA CUOCA KATHARINA

RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI

Rex Stout, Nero Wolfe e i ragni d’oro, BEAT, 2015

Manuel Vàzquez Montalbàn, Tatuaggio, Feltrinelli, 2015

Marco Malvaldi, Odore di chiuso, Sellerio, 2011

Autori Vari, Misteri e Manicaretti con Pellegrino Artusi, Edizioni del Loggione, 2018

Luca Iaccarino, Qualcuno sta uccidendo i più grandi cuochi di Torino, EDT, 2017

Giordano Minoli: Intrighi e ricette, Skena, 2013; Le coccinelle dal bacio assassino, Albatros, 2015

Umberto Cutolo: Omicidi all’acqua pazza, Clichy, 2017; La scapece assassina, Clichy, 2018; Capitoni coraggiosi, Clichy, 2019

Filippo Venturi, Il tortellino muore nel brodo, Mondadori, 2018

Matteo Colombo, qb, Unicopli, 2019

James Patterson, Killer chef, TEA, 2017

Tom Hillenbrand: Frutto del diavolo, Atmosphere, 2013; Oro rosso, Atmosphere, 2015; L’ultimo raccolto, Atmosphere, 2018

Brigitte Glaser: Delitto al pepe rosa, Emons, 2015; Morte sotto spirito,  Emons, 2016; Assassinio à la carte, Emons, 2017; Miele amaro, Emons, 2018; Buffet al veleno, Emons, 2019;  Crimini al pistacchio, Emons, 2020

 

 

Dalla stessa rubrica...

Lascia un commento

Aggiungi qui il testo dell’intestazione