Ultimo appello
Palermo. Una giovane madre viene assassinata a coltellate nel suo appartamento. Qualche giorno dopo, una coetanea viene uccisa da un pirata della strada. I fratelli Roberto e Fabrizio Corsaro, un avvocato penalista e un cronista di nera, si trovano alle prese con i due delitti nelle rispettive attività professionali. Ma sarà solo scavando nelle vite delle due vittime che si imbatteranno in un terribile segreto del passato, tenuto nascosto per anni da un patto di omertà. L’indagine riuscirà ad abbattere un imponente castello di bugie e silenzi? Torna in libreria, in una versione rivista, la prima avventura dei fratelli più amati del giallo italiano.
Immergersi tra le pagine di “Ultimo appello” dopo episodi più recenti dei Corsaro Bros non fa che confermare che il genio non arriva dal nulla. La lettura di questo “episodio pilota” è fortemente consigliata sia a chi ha approcciato alla serie con gli episodi più recenti, sia a chi ancora non la conosce.

Ultimo appello. La prima indagine dei fratelli Corsaro di Salvo Toscano

Recensione a cura di Claudia Proietti

Ultimo appello, la prima indagine dei fratelli Corsaro, passando il simpatico gioco di parole contenuto in titolo e sottotitolo, fa da apripista alla serie delle avventure dei fratelli Roberto e Fabrizio Corsaro: rispettivamente il ligio avvocato penalista e il libertino cronista di nera. Il ciclo di avventure dei sagaci fratelli palermitani (inaugurato nel 2005 da Dario Flaccovio editore con Ultimo appello e poi ripubblicato e mandato avanti da Newton Compton Editori) ha spento, proprio quest’anno, la sua ventesima candelina mostrandosi, con l’ultima uscita, Il caso Barracco, più in forma che mai.

L’autore di questa serie, il giornalista e scrittore Salvo Toscano, ha all’attivo ormai una lunga carriera di pubblicazioni con Newton Compton editori (13 libri tra romanzi e racconti lunghi), ma anche con Mondadori (La prossima vittima, 2025) e con altri editori. La serie delle indagini dei due fratelli è talmente conosciuta che presentarla ex novo sembra quasi paradossale, ma è doveroso per chi ancora non avesse letto l’abile penna di Toscano conoscere quello che è stato l’episodio pilota di una serie letteraria che, dalla carta, è passata addirittura alla TV (nella serie televisiva, diretta da Francesco Miccichè e magistralmente interpretata da Paolo Briguglia, nel ruolo di Roberto, e Giuseppe Fiorello in quello di Fabrizio).

In questo primo episodio, una giovane donna, moglie e madre di una bambina molto piccola, viene trovata dal marito nel suo appartamento uccisa a colpi di arma bianca. Appena qualche giorno più tardi, un’altra donna – coetanea della prima vittima – viene travolta e uccisa da un pirata della strada. Due morti apparentemente diverse tra loro, ma con le quali i due fratelli si trovano, ognuno in base al suo lavoro, ad avere a che fare. Roberto, avvocato penalista, ha il compito di difendere il marito di una delle due vittime, sospettato del crimine; Fabrizio segue invece entrambi i casi per il giornale per cui scrive.

Indagando sulle vicende e, quindi, sulle vite private delle due donne, i fratelli Corsaro scoprono uno stretto legame tra i due omicidi. Un legame che conduce a un oscuro segreto del passato tenuto per moltissimo tempo nascosto da un altrettanto celato e silenzioso patto di omertà.

Il compito è quindi quello di sgretolare il castello di bugie e silenzi per arrivare alla verità e, soprattutto, al vero colpevole degli omicidi. L’indagine non lesina in colpi di scena, azione e una profonda analisi della società palermitana che, seppur distante dagli ambienti mafiosi, non è meno omertosa e labirintica.

Particolarmente interessante è il rapporto tra i due fratelli Corsaro: tra la personalità granitica, regolare e seria di Roberto e l’indole scanzonata, estroversa e poco formale del cronista Fabrizio. Il loro continuo scambio di battibecchi e idee profondamente diverse, con i loro atteggiamenti opposti nell’affrontare le vicende, è il fulcro delle storie e dello stile di Salvo Toscano. Roberto e Fabrizio, rappresentando uno la legalità e l’ufficialità delle indagini e l’altro la ricerca, a volte anche sregolata, della verità sul campo, insieme incarnano un indissolubile connubio, indispensabile per arrivare alla risoluzione dei loro casi.

La narrazione è contraddistinta da un ritmo veloce e coinvolgente, fatto di alternanza di punti di vista e caratterizzato da un tono ironico e a volte addirittura comico che mai, però, distrae il lettore dalle tematiche serie e profonde che vengono trattate. Nel caso di Ultimo appello, cruciale è il ruolo del passato che ritorna nonostante sia stato sepolto da silenzio e omertà. Altrettanto importante è la città di Palermo, nel suo essere decadente e disillusa, che fa da teatro a dinamiche familiari sempre diverse e mai del tutto limpide.

Quello di Toscano è un noir contraddistinto da ironia e attenzione alla personalità dei personaggi, non solo dei due principali ma anche di quelli di contorno, che contribuiscono a fornire ulteriori pennellate di bellezza a un romanzo che nulla ha da invidiare ai numerosi e successivi episodi, ma anche a tutta una bibliografia passata sul genere.

Immergersi tra le pagine di Ultimo appello dopo episodi più recenti dei “Corsaro Bros” non fa che confermare che il genio non arriva dal nulla. La lettura di questo “episodio pilota”, è fortemente consigliata sia a chi ha approcciato alla serie con gli episodi più recenti, sia – e soprattutto – a chi ancora, suo malgrado, non la conosce.

Una volta entrati nel mondo di Roberto e Fabrizio Corsaro, sarà impossibile abbandonarlo.

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