Un thriller avvincente è quello che non ti lascia scampo: inizi a leggere e non riesci più a fermarti. Tempo scaduto di Luisella Ceretta è esattamente questo tipo di romanzo. Un intreccio serrato, una storia cupa e coinvolgente, personaggi vivi e vibranti che si muovono in un mondo fatto di violenza, amicizia, speranza e disperazione. Un giallo, sì, ma anche un viaggio nell’anima di chi è giovane e cerca il proprio posto nel mondo, mentre il pericolo si nasconde dietro ogni angolo.
Alessia Bonfiglio è una studentessa liceale. La sua vita si interrompe tragicamente in una notte di giugno, quando, dopo una serata in discoteca e una lite con il fidanzato, viene rapita, violentata e uccisa. Il suo corpo viene ritrovato nei boschi, vittima di un mostro che, con spietata freddezza, ha tolto la vita a una ragazza piena di sogni.
A seguire il caso è il commissario capo Denise Martini, affiancata dalla sua squadra. Una donna di polso, concreta, lontana dagli stereotipi del detective infallibile. Il suo team è variegato, umano, con pregi e difetti che lo rendono autentico. Non è solo la caccia a un killer a tenere alta la tensione: è il confronto tra i personaggi, il loro vissuto, il loro dolore.
Dall’altra parte della storia c’è Fabio Weldon, il Poeta, amico di Alessia e protagonista di un gruppo di ragazzi uniti dalla passione per il parkour. Fabio e i suoi amici – Marilù Occhidigatto, Mauro Molla, Valentino il Bello e Giovanni Giògiò – rappresentano l’altra faccia della giovinezza: quella che sfida i limiti, che trova nell’arte del movimento un modo per affrontare la vita e superare le difficoltà. La scelta del parkour come elemento chiave della narrazione non è casuale. Questa disciplina, nata in Francia negli anni ’80, si fonda sull’abilità di superare ostacoli in modo fluido ed efficiente, usando solo il corpo. In Tempo scaduto, il parkour diventa molto più di uno sport: è una metafora della vita.
Fabio e i suoi amici non corrono solo sui muri e sui tetti: corrono anche contro il destino, contro il dolore della perdita, contro l’ingiustizia. Il parkour è il loro rifugio, la loro valvola di sfogo, il loro modo di affermare che sono vivi, che possono ancora scegliere, che possono ancora lottare. È il loro antidoto contro la paura e la rassegnazione.
Luisella Ceretta costruisce un romanzo che non lascia respiro. La sua scrittura è diretta, senza fronzoli, capace di raccontare con crudezza ma anche con sensibilità. La tensione cresce di capitolo in capitolo, il lettore si immerge nella storia, ansioso di capire chi sia il colpevole, cosa si nasconda dietro i delitti.
Ma c’è un altro aspetto che rende Tempo scaduto un thriller di qualità: il suo potere magnetico. Quando un libro riesce a impedirti di smettere di leggere, quando ogni capitolo chiama il successivo come un battito d’ali incessante, allora l’autore ha fatto centro. E Luisella Ceretta ci riesce, con una narrazione che tiene incollati fino all’ultima pagina.
Tempo scaduto non è solo un giallo, è un romanzo che parla di giovani, di paure, di desideri e di quei vuoti che a volte la vita lascia dentro. È la storia di chi cerca un modo per andare avanti, saltando sopra gli ostacoli, senza fermarsi mai.

