Un romanzo di Giovanni Balsamo, con il commissario Marongiu protagonista, è una certezza e una garanzia. In linea generale lo sono tutti i libri che ha scritto. Ma, secondo me, in maggior misura quelli che vedono impegnati il commissario e la sua squadra. Omicidio in la maggiore ne è un esempio luminoso. Sono gialli, che prevedono un omicidio una indagine serrata e l’individuazione del colpevole, certo. Ma non solo, perche il commissario è un personaggio molto sfaccettato, con passioni e convinzioni che lo aiutano molto nel suo lavoro. Spesso si concede lunghi momenti di riflessione, solitari o in compagnia dei suoi amici che lo incoraggiano e lo consigliano. Io anche per questo lo apprezzo e di conseguenza amo molto i romanzi di Balsamo con lui protagonista. Sono ragionamenti profondi ma mai noiosi che prendono origine dalle vicissitudini in cui incappa nello svolgimento del suo lavoro. Marongiu è un commissario con un grande intuito, non è un super eroe, che riesce ad uscire da situazioni disperate con soluzioni inverosimili, ma un ufficiale che, attraverso la logica e l’analisi attenta del crimine su cui indaga, è in grado di risolvere casi molto complicati. Marongiu è appassionato di musica classica, che ascolta fumando la sua adorata pipa. E’ una persona molto riflessiva ed ha una moglie che ama molto, ricambiato. In questo romanzo deve scoprire chi ha ucciso una donna molto in vista. Moglie di un celebre direttore artistico teatrale. Inizia le indagini, aiutato da tutta la sua squadra più il vicequestore Aricó, suo diretto superiore. Non è un caso semplice, anche per i tanti segreti che i sospettati nascondono, rendendo difficile arrivare alla verità. Dopo svariate false piste, percorse ma poi abbandonate, tante sorprese e colpi di scena giunge finalmente a capire come sono andate veramente le cose. Nel finale il commissario si troverà di fronte ad una difficile scelta morale che risolverà nella maniera più giusta e coerente, quella che anch’io auspicavo. Benissimo così. Complimenti finali d’obbligo.

Noir
Quando un evento significativo per quello che riguarda i futuri assetti geopolitici internazionali, da spunto ad Alessandro Ferranti per scrivere 381 belle pagine. Sono passati

