Nessun segno di violenza è il nuovo giallo dello scrittore e avvocato pugliese Domenico Carpagnano uscito per la Bertoni Editore. Perugia è l’ambientazione dei suoi romanzi, città nella quale si è trasferito nel 2014.
Ritroviamo ancora una volta Anselmi, il commissario che regala baci! Ma cosa avete capito! Intendevo i famosi cioccolatini Perugina che si donano agli innamorati comunemente detti cazzotti, nome dato in origine per la loro forma irregolare. Il protagonista si consola con loro, quando non è accanto a Rosanna, con la quale condivide una relazione sentimentale.
Non siamo nel 1922, anno di creazione dei famosi baci Perugina che hanno la loro lunga storia da raccontare, ci troviamo in un villa in periferia di Perugia dove è stato rinvenuto il corpo di Halimah Babotounde, una studentessa tedesca di origini nigeriane; da quel che si evince la causa della sua morte è attribuita a un mix di cocktail di droga e alcol, inoltre il medico legale ha potuto constatare che prima del suo decesso, la ragazza aveva avuto un rapporto sessuale, ma non sono al tempo stesso stati evidenziati segni di violenza.
Nella villa non c’è stata solo la morte della ragazza, ma di due cani che sono stati anestetizzati e in un secondo momento avvelenati e dai rilievi della scientifica sembra essersi compiuto un furto.
Tante dinamiche, nelle quali diventa particolarmente complesso per Anselmi incanalare un’indagine in cui il proprietario della villa, un noto produttore cinematografico si trovava fuori città al momento dell’accaduto e aveva dato mandato all’agente immobiliare Capotosti di mettere la casa in vendita e inoltre aveva affidato i suoi cani al veterinario, il dottor Antonio Cassano.
Il commissario Anselmi sarà affiancato dal sovrintendente Ricci, ma troverà il suo caro (per usare un paradosso) questore meglio noto come Culo pesante a mettergli il bastone tra le ruote affidando il caso al commissario Casagrande.
Servirà molta pazienza al nostro protagonista che si troverà davanti un’indagine articolata e piena di insidie e trappole, una storia che sembrerà ingarbugliarsi, ma che avrà il suo sbocco nelle fasi finali come sempre grazie alla grande capacità di intuizione di Anselmi.
Carpagnano costruisce un buon giallo concentrando l’attenzione sul suo personaggio principale; quel commissario Anselmi che pur avvertendo un forte senso della giustizia, non entra nel merito della vicenda in sé colpevolizzando l’essere umano, si ritrae e si estranea da emettere sentenze, non gli resta che osservarne i comportamenti soprattutto su coloro i quali si stringerà il cerchio che li porterà a un’inevitabile resa dei conti.
Nessun segno di violenza narra una storia torbida che appartiene a una realtà che consuma vite umane spesso vulnerabili e fragili che si trovano di fronte a una violenza invisibile e infima. Ci vuole un’anima profonda e sensibile come Anselmi capace di cogliere un briciolo di umanità in un mondo così crudele.
Il giallo classico si fonde con il noir per regalare ai lettori una storia intensa e coinvolgente che rispecchia il nostro tempo.
L’essenziale è invisibile agli occhi è una frase celebre tratta dal “Piccolo Principe” di Antoine De Saint-Exupery, ne prendo spunto per omaggiare un testo che ha la capacità di non soffermarsi alle apparenze spesso ingannevoli e cerca di andare oltre per cercare di comprendere la natura dell’uomo e della sua condizione.
Buona lettura!

