L’ombra dei vecchi peccati
Per la morte di una ragazza, probabilmente causata da un pirata della strada in una notte d’agosto, non si è mai trovato un colpevole, e nemmeno un testimone. Finito il turno al ristorante, lei stava tornando a casa in bicicletta lungo la litoranea a strapiombo sul mare, scuro come una macchia d’inchiostro, quando aveva sfondato il guardrail ed era precipitata sulla scogliera. Nessuno si era fermato a prestare soccorso, nessuno aveva chiamato un’ambulanza. Tuttavia non è per occuparsi di questo tragico episodio che, in un afoso pomeriggio d’agosto dell’anno dopo, il commissario Antonio Buonocore si reca nell’appartamento di un ex funzionario comunale che potrebbe aiutarlo a concludere un’indagine. Che nel giro di pochi giorni si siano susseguiti sei omicidi e un suicidio tra loro collegati sembra incredibile perfino a lui, con la sua lunga esperienza in polizia. Analizzando indizi e prove, tra accertamenti, perizie, sopralluoghi e interrogatori, è riuscito a ricostruire una storia complessa che forse è invece molto semplice. Ma qualcosa gli sfugge. Come un giocatore alle prese con un puzzle impegnativo, va in cerca di un pezzo mancante in grado di dare un senso all’immagine che vede lentamente delinearsi. Un’immagine di feroce, disperata violenza.
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Recensione a cura di Dario Brunetti

Torna il maestro del brivido Enrico Luceri con L’ombra dei vecchi peccati, il nuovo romanzo uscito per la collana il Giallo Mondadori.

C’è una ragazza che ha appena terminato il suo turno di lavoro in un ristorante e non vede l’ora di rincasare, dopo che una coppia di sposi aveva festeggiato il loro matrimonio non aspettava altro che tutto terminasse. Le spetta una strada pericolosa da percorrere a bordo di una vecchia bicicletta con i freni che stridono. Avverte una sensazione di pericolo che sembra essere in agguato.

Dal senso opposto, una macchina, con a bordo delle persone arriva a forte velocità e poi improvvisamente lo schianto. Nessuno si ferma a vedere se la povera ragazza è ancora viva. Ed è così che la macchina viene inghiottita dalle tenebre.

Siamo ad agosto, in una Napoli afosa e deserta, le ferie diventano qualcosa di obbligatorio soprattutto per i colleghi del commissario della squadra mobile Antonio Buonocore che si trova solo ad indagare su una spietata serie di omicidi che ha visto morire ben sei persone e come se non bastasse, c’è anche un suicidio.

Il commissario non può contare sul supporto dell’ispettore capo di polizia Angela Garzya e si trova ad indagare su un caso complesso solo in apparenza.

Ci può essere per caso un filo conduttore che lega questi delitti all’incidente che ha visto la morte della povera ragazza circa un anno fa?

Ci vuole tempo e pazienza affinché tutti i tasselli di un mosaico possano trovare il loro giusto incastro e al lettore non resta che scorrere lentamente le pagine di un testo scritto con la solita maestria da un narratore eccellente come Enrico Luceri che si avvale sempre di una cura maniacale del dettaglio, per costruire in modo minuzioso una trama avvincente che si focalizza nel creare un forte impatto emotivo sui personaggi della storia, senza trascurare la suspense tipica del genere capace di offrire quel giusto pathos agli amanti del giallo.

L’ombra dei vecchi peccati è una storia nera che racconta la sofferenza e il dolore e poi c’è in giro un’anima inquieta che sente l’ostinato bisogno di uccidere, il voler provocare il male diventa qualcosa di ossessivo che sembra un compito da portare a termine per rendere giustizia.

Un’estate rovente attende il solitario commissario Bonocore e dovrà raccogliere testimonianze e indizi per incanalare l’indagine sul binario giusto fino alla fatidica resa dei conti che si rivelerà più amara che mai.

In una realtà quotidiana il delitto sembra consumarsi a qualsiasi ora del giorno e non c’è bisogno di cercare quel colore della notte perché il buio è radicato nelle coscienze degli esseri umani, dove serpeggia il lato oscuro del male.

C’è un’ombra che si porta con sé peccati di un passato che non si dimentica.

Un romanzo che fa riflettere sul modo in cui la violenza si trasforma in disperazione, nell’osannata voglia di acquietare un male interiore che trova la sua pace solo quando ha compiuto la sua vendetta.

Un’altra gemma letteraria del maestro del brivido che gli amanti del genere non potranno che custodire nella loro collezione dei Gialli Mondadori.

Questo volume è ulteriormente impreziosito dal racconto Nei romanzi gialli piove sempre di Alberto Palacios Santos (tradotto dall’autrice Paola Iannelli) vincitore del premio Tenerife  Noir NeRoma 2024.

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