Genere:
L’isola di Alice – Daniel Sánchez Arévalo
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Trama

Un minuto dopo la mezzanotte, il mondo di Alice va in frantumi. Un attimo prima lei era a casa, serena, in attesa che Chris tornasse da Yale, dove si era recato per un importante incontro di lavoro. Un attimo dopo il telefono squilla e una voce gentile le annuncia che suo marito è morto in un incidente d’auto. E, all’improvviso, Alice si ritrova sola con una figlia di sei anni e un’altra in arrivo. A poco a poco, però, un’altra informazione si fa strada fra il dolore e lo sconcerto: quella voce gentile ha detto che la macchina di Chris non era nei pressi di Yale, bensì da tutt’altra parte, sulla strada che porta a Robin Island, un’isoletta vicino a Nantucket. Perché Chris le ha mentito? Cos’altro le ha tenuto nascosto? Possibile che il loro matrimonio fosse una menzogna? Alice ha bisogno di risposte e sa di poterle trovare solo a Robin Island. Quindi abbandona tutto, si trasferisce sull’isola e comincia a indagare. Ma ben presto si renderà conto che, in quella piccola comunità, tutti hanno dei segreti e che le bugie sono come massi che la stanno trascinando in un abisso di ambiguità e tradimenti. Un abisso in cui Alice rischia di annegare…

Voce di Roberto Roganti

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Recensione a cura di Stefania Ghelfi Tani

Non ho fatto particolare caso al nome dell’autore e durante la lettura ho pensato fosse una donna perché la scrittura e la sensibilità con cui è stato trattato il tema mi hanno indotta a credere che fosse una penna femminile.

Rendermi conto, solo a conclusione del libro, che Daniel Sánchez Arévalo è un uomo mi ha piacevolmente stupita.

L’introspezione dei personaggi, soprattutto della protagonista, è un viaggio attento nella psiche e nel cuore umano e il lettore si scopre a domandarsi: cosa avrei fatto io al suo posto? Come avrei reagito? Avrei assunto lo stesso comportamento?

La caratterizzazione di ogni personaggio è estremamente accurata, si delineano pregi e difetti, timori, segreti, luci e ombre donando così uno spessore psicologico necessario all’evolversi del romanzo.

A mio avviso, solo il ruolo importante di Olivia, la figlia maggiore di Alice, non è sviluppato adeguatamente, i comportamenti ossessivo compulsivi e le paure eccessive, ma comprensibili di una bambina di fronte a una perdita fondamentale, potevano essere maggiormente approfonditi.

La descrizione minuziosa delle indagini della protagonista può risultare a tratti prolissa e ripetitiva, senza peraltro perdere di interesse; Sanchez Arévalo manifesta molto lentamente al lettore la sua trama, è un continuo chiedersi quale sarà la verità senza riuscire a dare risposta, è una lunga attesa durante la quale, pagina dopo pagina, aumentano i pezzi del puzzle che solo alla fine prenderanno posto rivelandoci il quadro complessivo.

Scandito come un diario L’isola di Alice ci conduce su terreni scoscesi alla ricerca di un “segreto-menzognabugia” che si vuole svelare e al tempo stesso si ha paura di scoprire.

Quando le certezze su cui tutta la propria esistenza è fondata crollano, si cade insieme a loro oppure si reagisce, in questo caso indagando, rintracciando la “vera verità” in tutti i modi possibili, leciti e illeciti perché solo così si può chiudere il cerchio e tornare alla vita. Una ricerca che però può renderci vittime di un gioco ossessivo e pericoloso, rischiando di scardinare l’equilibrio interiore e i rapporti con chiunque entri a far parte della nostra quotidianità.

L’intreccio, a tratti, mi ha confusa, avrei preferito una lineare cronologia della narrazione ma il finale è davvero emozionante e vale il libro.

Una storia complessa, ricca di suspense che nell’epilogo vira al piano sentimentale, suscitando una profonda commozione ed empatia per tre persone con i propri differenti modi di vivere e sentire l’amore.

 

Dettagli

  • Genere: Narrativa contemporanea
  • Copertina rigida: 494 pagine
  • Editore: Nord (9 febbraio 2017)
  • Collana: Narrativa Nord
  • Lingua: Italiano
  • ISBN-10: 8842928909
  • ISBN-13: 978-8842928904

 

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