L’insonne
In una piccola città portuale, l’ombra di un serial killer ritorna a tormentare la polizia e i cittadini con i suoi efferati omicidi dal misterioso rituale e dall’iconica frase scritta con il sangue: Finalmente posso dormire. L’ispettore Nicola Billi, dopo anni di assenza, cercherà di risolvere il caso che lo aveva visto già quindici anni prima coinvolto in prima persona, a causa del rapimento di sua figlia Luna da parte dell’assassino. Oltre a catturare il killer, dovrà riconquistare l’amore di sua figlia e riprendere il controllo della propria vita, in una città dove il male sembra essersi impossessato delle strade e dei cuori della gente. La narrazione si dipana tra le spire di tradimenti e colpi di scena, in cui ogni personaggio si ritrova implicato lungo una scia di sangue.
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Daniele Zaccone è tante, tantissime cose. Podcaster, content creator, editor, divulgatore letterario, scrittore. Non conosco quale sia il suo parere in merito ma io lo considererei soprattutto uno scrittore. Un autore che se richiesto fornisce anche un supporto indispensabile all’attività di altri scrittori. Lo dico perché il romanzo che ha scritto (ed ho letto) lo considero un ottimo romanzo. Un romanzo che solo uno scrittore a tutto tondo puo scrivere.  Il titolo è L’insonne. Il libro appartiene al genere thriller. Una storia che non lascia indifferenti e che, attraverso la sua coinvolgente scrittura, vi farà sentire come presenti nelle “scene” via via descritte. Il protagonista è l’ispettore Nicola Billi. Si troverà a dover affrontare un caso che farà riemergere dolorose ferite subite nel passato. Il modus operandi dell’assassino a cui deve dare la caccia oggi è infatti identico a quello che molti anni prima un altro serial killer aveva utilizzato per i suoi crimini. Allora la sua caccia spietata e la vendetta che mise in opera avevano procurato grande dolore e risentimento all’interno della famiglia del poliziotto. La sua vita dopo quel caso fu completamente stravolta ed ora teme di dover rivivere quell’incubo. Ma si tratta dello stesso serial killer o è un emulatore? E poi perché ricominciare ad uccidere proprio ora? Zaccone ci regala un romanzo adrenalinico e carico di tensione. Colpi di scena e sorprese si susseguono rapidamente. Nel lettore non cala mai l’attenzione soprattutto perché non ci sono quasi mai momenti “tranquilli”. L’autore è abile a tenere il racconto sempre sul filo del rasoio. Il finale  inquieta e completa il fuoco di fila di emozioni di cui l’ultima parte della storia è piena. Molti complimenti a Zaccone a cui consiglio, nel caso non fosse così, di far diventare l’attività di scrittore (di gialli) quella principale. Mi sembra portato….. 

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