Genere:
Dammi la mano – Megan Abbott
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Trama

Kit è una brillante ricercatrice che è riuscita a costruirsi una carriera partendo dal basso. Dopo anni di sforzi, è vicina a raggiungere un successo capace di cambiarle la vita. Sulla sua strada, però, trova Diane, un’amica dei tempi del liceo. Il loro legame, segnato dall’ambizione e durato solo pochi mesi, si era sciolto quando Diane le aveva confessato un segreto sconvolgente: la cosa peggiore che avesse mai fatto. Ma ora, dopo tanto tempo, Diane viene assunta nello stesso laboratorio dove lavora Kit, e il loro antico antagonismo si riaccende. Stavolta però è Diane a scoprire qualcosa in grado di distruggere tutto ciò per cui Kit ha lavorato duramente. Un thriller che mostra come il male, spesso, si annidi tra le ombre delle persone che pensiamo di conoscere e amare.

Recensione a cura di di Mary Basirico’

La scrittrice americana Megan Abbott con questo romanzo chiede al lettore: “Vi siete mai chiesti come reagiresti se qualcuno vi confessasse di aver commesso un ……….? Che cosa voglia dire ascoltare tutta la storia, esserne a conoscenza, continuare a vivere sapendo. Siete complici vostro malgrado, complici dell’impunità. Che cosa fareste? Andreste alla polizia? Sollecitereste il pentimento? Offrireste parole di comprensione? Direste una preghiera? O semplicemente scappereste lontano?”.

Il lettore viene catapultato in un laboratorio di ricerca nel quale è in atto una spietata competizione tra scienziati per rientrare nel gruppo di lavoro diretto dalla dottoressa Severin che si occuperà di studiare il Ddpm, ovvero la sindrome premestruale e relativo stato depressivo.

La trama viene raccontata da Kit, promettente scienziata, che si è dovuta fare spazio in un mondo di uomini, spinta da una madre esigente. Si alternano capitoli tra passato e presente, nei quali la vita di Kit si intreccia con quella di Diane, anche lei scienziata. Il loro rapporto si complica quando Diane confessa a Kit un terribile segreto. Segreto che dovrebbe rimanere tale. Quando le due ragazze si perdono di vista Kit tradisce la fiducia di Diane, convinta che non si sarebbero mai più incrociate. Ovviamente non sarà così, l’autrice confonde le carte, e rimette sulla strada di Kit la sua vecchia amica Diane. Il rapporto morboso tra le due riprende, la loro è un’amicizia fatta di segreti inconfessabili e silenzi.

Questa alternanza tra passato e presente, rallenta la trama, e in alcuni momenti si rimane sospesi e confusi in questo rapporto ossessivo che alterna sentimenti di amicizia, invidia e competizione. In alcuni momenti le due ragazze si danneggiano, in altre si salvano e si difendono.

La trama accelera quando avviene qualcosa di sconvolgente in laboratorio e i ruoli delle due scienziate si ribaltano, diventano complici in qualcosa, ora hanno un segreto in comune. Ma chi tradirà chi?

I personaggi di questo libro appaiono tutti con molte ombre. Nessuno è esente da colpe, la competizione per entrare a far parte di gruppi di ricerche esalta i peggiori istinti dell’uomo, nessuno escluso. La paura di essere traditi emerge in modo preponderante. Anche il rapporto che lega la dottoressa Severin e Diane non è esente da mistero. Kit si sente a disagio in presenza di entrambe, ma è decisa a far parte del gruppo di ricerca e ambisce con tutta se stessa a fare parte del progetto.

E’ incredibile e anche spaventoso, quello che si è grado di fare spinti dalla necessità. Quando si è come topi messi all’angolo.

Il lettore si chiede se Kit riuscirà a sopravvivere a questo rapporto di amicizia e a continuare la sua brillante vita di scienziata o sarà travolta dagli eventi che accadono, schiacciata da pensieri ricorrenti e paure che avvelenano la quotidianità, che mettono a serio rischio il suo futuro professionale e forse  la sua stessa vita.

 

DETTAGLI

  • Genere: thriller psicologico
  • Editore:Einaudi (ottobre 2019)  brossura
  • Collana: Stile libero big
  • Lunghezza del libro: pagine 376
  • Lingua:Italiano
  • ISBN-10:8806242040
  • ISBN-13:978-8806242046
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