La vedova
Simon Latch è un piccolo avvocato di provincia alle prese con un lavoro che non lo soddisfa – perlopiù fallimenti, multe e pignoramenti –, un matrimonio finito male, un imminente divorzio e un’attrazione fatale per il gioco d’azzardo. Non se la passa bene neanche economicamente e ha accumulato debiti che fatica a saldare. Le sue giornate scorrono tutte noiosamente uguali finché alla porta bussa Eleanor Barnett, un’anziana vedova di ottantacinque anni che vuole fare testamento. A quanto pare, il marito della signora le ha lasciato una fortuna considerevole di cui nessuno è al corrente. A Simon non sembra vero di trovarsi finalmente di fronte alla cliente più ricca della sua ventennale carriera: già pregusta lauti guadagni e decide di occuparsi del testamento in segreto, senza parlarne neanche alla sua fidata collaboratrice. Riempie la propria assistita di attenzioni e consigli, ma presto inizia a sospettare che la sua storia non corrisponda al vero. Quando Eleanor viene ricoverata per un incidente d’auto, all’improvviso la situazione precipita. Simon si ritrova sotto processo per un crimine che sa di non aver commesso: omicidio. Tutti gli indizi portano a lui e l’unico modo per salvarsi è trovare il vero assassino. Ambientato nella provincia rurale della Virginia, teatro di tante storie indimenticabili raccontate da John Grisham, La vedova non è solo un appassionante legal thriller ma anche un mystery inaspettato.
La domanda lo perseguitava ormai da mesi, e con qualche sforzo riusciva quasi a elaborare un resoconto di ciò che era successo. Quanto alla domanda più importante – dove stava andando? – non c’erano risposte. Solo paura.

Lo scrittore statunitense John Grisham non ha certo bisogno di presentazioni, all’età di settant’anni conta ben quarantadue romanzi, due saggi, una raccolta di racconti, sette romanzi per ragazzi, tutti editi da Mondadori. L’autore partecipa anche alle attività di organizzazioni dedite alla scarcerazione delle vittime di ingiuste condanne e nei suoi romanzi troviamo descritte le criticità radicate nella giustizia americana. Anche in questo ultimo lavoro, pubblicato nell’ottobre di quest’anno, l’autore non manca alla sua mission.

La trama è raccontata in terza persona e rispetta lo svolgimento in senso cronologico. Il protagonista Simon Latch, di professione avvocato, ha abbandonato oramai i sogni di gloria e di ricchezza nati all’Università, proprietario di un piccolo studio legale in Virginia che gestisce con la segretaria Matilda, sbarca il lunario occupandosi di fallimenti, multe per guida in stato di ebbrezza, assegni familiari non pagati, pignoramenti, piccoli incidenti d’auto, richieste di invalidità e in ultimo, per soli 250 dollari redige testamenti per clienti anziani.

Dopo una simile routine di ben diciotto anni troviamo un avvocato  sfinito dai problemi altrui, ma anche dalla sua situazione personale. La famiglia creata con tanto amore e sacrifici è ormai alla sbando.

Il rapporto con la moglie Paula è al capolinea, ma non avevano ancora chiesto il divorzio perché non se lo potevano permettere, vivendo in una sorta di compromesso di finta coesistenza pacifica, cercando di crescere i tre figli senza farli soffrire, anche se prima poi sanno che dovranno traumatizzarli.

Un giorno entra nel suo ufficio Eleanor Barnett, una vedova di ottantacinque anni che abita in una modesta casa dei sobborghi acquistata insieme al suo secondo marito, il quale portava con sé ben due figli, due teste calde, che lei non frequentava e con cui non voleva aver niente a che fare. La cara Netty vuole incaricare Simon di redigere un nuovo testamento e cambiare quello fatto dal precedente avvocato Wally Thackermann. Quali ricchezze nascoste può avere mai questa delicata anziana che vive assai modestamente ma nasconde agli occhi indiscreti azioni dal valore milionario?

La connessione tra i due si fa sempre sempre più stretta, Simon ha bisogno delle ricche parcelle promesse dalla vedova, grazie a lei si apre finalmente la strada per l’agognato divorzio, la libertà e la disponibilità economica per una vita dignitosa e il mantenimento dovuto per i  ragazzi. Allo stato attuale la realtà è ben diversa, Simon cerca di arrotondare le entrate nei locali gestiti da Chub, con un giro di scommesse più o meno illegali.

Purtroppo per lui non si realizzerà nulla dei suoi ingegnosi e fantasiosi progetti, anzi sarà oggetto di indagini dell’FBI fino ad essere accusato di omicidio volontario.

Il libro si legge bene, ritroviamo le ben note capacità dello scrittore di catturare l’interesse del lettore con una trama avvolgente e originale. I personaggi sono tutti ben caratterizzati, Grisham sa descrivere sia l’animo umano con le motivazioni che lo spingono, sia il mondo giudiziario, a lui sempre caro, con le sue storpiature e i suoi difetti, arricchendo la trama con una vera indagine, che coinvolge diverse figure come gli hacker, in una lotta contro il tempo per giungere  alla verità, che in questo caso è mancata a livello processuale.

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