Genere:
La piccola pasticceria – Ferenc Molnàr
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Trama

Rimasta orfana di madre a sei anni, Lenke Rimmer ha trascorso alcuni anni in collegio a Dresda. Uscitane poco più che adolescente, la attende ora la sua nuova casa nel penitenziario di Budapest, dove suo padre è direttore. Ad accompagnarla sulla vettura che la condurrà al carcere c’è il suo fidanzato Miklós, un giovane avvocato impegnato a difendere Riza, una commessa della pasticceria del signor Kóré, dall’accusa aver rubato del denaro dalla cassa.

Recensione a cura di Dario Brunetti

Ferenc Molnàr, autore ungherese di indiscusso talento letterario, è conosciuto dai lettori italiani per il suo grande romanzo “I ragazzi della Via Pal”: la casa editrice Elliot ha rispolverato “La piccola pasticceria”, una piccola gemma della sua vasta produzione letteraria; un romanzo breve basato su una storia d’amore piuttosto insolita e anticonformista.

L’avvocato Miklós è il fidanzato di Lenke Rimmer e a rompere gli equilibri della coppia è Riza, giovane commessa di una pasticceria licenziata dal proprietario, il signor Kóré, con l’accusa di aver rubato del denaro dalla cassa. Il giovane prende a cuore le sorti di Riza soprattutto perché per la ragazza penderebbe una condanna per furto piuttosto pesante, ma una volta fatto ingresso nel penitenziario e presentatosi alla sua assistita, la sua vita avrà una svolta inaspettata.

Il personaggio di Riza è l’elemento predominante di questo breve romanzo capace di spostare gli equilibri della storia spiazzando del tutto il lettore perché la giovane dichiarerà in maniera forse sfacciata il suo amore per Miklós entrando prepotentemente nella sua vita e in quella di Lenke Rimmer e facendolo sentire quasi imprigionato e messo alle strette.

I dialoghi serrati tra Miklós e Riza sono una parte molto interessante del romanzo, poiché costituiscono il tessuto narrativo dallo stile raffinato.

Saranno messi a una durissima prova i valori etici e morali del giovane, andando così a violare quelle norme comportamentali della buona società borghese che fanno delle regole e dei principi da seguire, l’elemento fondamentale.

Suggestiva l’ambientazione invernale che fa da sfondo ad una città piena di fabbricati come Budapest, dove un grandissimo e immenso edificio giallo facilmente riconoscibile è il penitenziario dove il padre di Lenke è direttore. E dire che le speranze del genitore erano riposte tutte sulla figlia, una ragazza dalla personalità fragile che avrebbe trovato quella giusta stabilità proprio sposando un ragazzo come Miklós.

Una vita organizzata con dei progetti ben delineati a volte presenta delle insidie spesso del tutto inaspettate, la natura umana è perfida e non dà spazio a sentimenti genuini e sinceri, così Molnàr spariglia le carte e ci mette di fronte ad una realtà disattesa ma facendolo con grazia e avvalendosi anche di quel sano umorismo che non guasta mai.

Nel 1929 “La piccola pasticceria” diventò un film dal titolo “Prisoners”, prodotto dalla Warner Bros con la regia di William A. Saintner e con protagonista Bela Lugosi, attore ungherese diventato famoso soprattutto per aver girato pellicole horror.

 

Dettagli

 

  • Copertina flessibile:122 pagine
  • Genere: Narrativa
  • Editore:Elliot (31 ottobre 2018)
  • Collana:Raggi
  • Lingua:Italiano
  • ISBN-10:8869936597
  • ISBN-13:978-8869936593
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